venerdì 24 febbraio 2012

Alfabeto Isiaco

L'alfabeto Isiaco deriva da un culto della Dea Egizia Iside, i suoi simboli sono stati trovati su di una antica tavola che ne riportava il testo sacro.


Ma chi era Iside?
Iside era la Dea più popolare dell' Egitto, la divinità più onorata, perché ispirava solamente amore e mai timore, era la benefattrice delle creature deboli e indifese, proteggeva tutti gli esseri viventi, simbolodell'amore e della saggezza. In paesi e tempi diversi la Dea si chiamò Askarot, Astarte, Diana o Ecate, ma sempre fu la patrona dei misteri sacri, la protettrice degli amori, della vita, delle madri e dei bambini; essa era anche la Dea della natura feconda la cui influenza si faceva sentire sull'uomo, sugli animali, sulle piante. La sua fecondità moderata la ravvicinava a Demetra, la protettrice del folclore domestico e dell'agricoltura; era anche una forma spiritualizzata della "Grande madre" che affonda le sue origini nell'eredità arcaica dell'uomo. L'angoscia che l'umanità ha sempre provato e proverà sempre innanzi al destino esigeva una risposta ai molti quesiti della vita. Nacque allora la fede nella presenza nel Cosmo di una benevola e vigilante forza generatrice che avrebbe saputo placare l'atavica paura, mai scomparsa, dell'ignoto. L'importanza del principio femminile nel creato con Iside in Egitto, Istar ed Innanna in Mesopotamia, Atena in Grecia, Demetra, Core, Hera in Sicilia, Maia in India, dominò l'ambiente antico nel campo religioso magico come in quello sociale. In Italia il mistero di Iside si fuse con quello di Cibele e le sue sacerdotesse assolsero la funzione precipua di preparare i candidati ai misteri; la statua della Dea veniva in primavera portata in solenne processione nelle campagne a protezione dei raccolti, a somiglianza della Grande Madre che simboleggiava la natura feconda. I misteri si evolsero, gli adepti impararono cosa fosse la magia, quella che poteva dare felicità e aiuto, perché era rivolta verso la natura, le forze cosmiche e permetteva ai puri di ascendere nel mondo sensibile della felicità dell'anima. Ma in un secondo periodo si sviluppò quel tipo di magia che in seguito prese il nome di " rossa " . Venne anche inclusa la pratica della negromanzia, praticata e modificata nel 1500 dall'astrologo della regina Elisabetta, John dea; questa pratica consisteva nel comunicare , attraverso particolari riti con i defunti per essere illuminati su cose e fatti accaduti avvolti nella nebbia del passato, o che avrebbero potuto accadere

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