venerdì 22 giugno 2012

Anche la scienza conferma: il destino è già scritto (ma si fa per dire)

Tutti, prima o poi, nella nostra vita ce lo siamo chiesto: siamo veramente noi gli artefici del nostro destino? O vi è qualche misterioso burattinaio a muovere le fila della nostra vita?
Ebbene, la scienza sembra offrire un barlume di risposta. O per lo meno qualcosa che vi si avvicina.
Ma la religione non c'entra niente. Nell'ambito scientifico, si cominciò a discutere dell'argomento attorno al 1965, quando il fisiologo dell'università della California (San Francisco) e premio Nobel Benjamin Libet condusse, con gli strumenti disponibili all'epoca, un'affascinante esperimento.


Il dottor Libet dimostrò che l'area celebrale addetta alla pianificazione dei nostri movimenti corporei entra in funzione tre decimi di secondo prima della vera e propria volontà di eseguire l'azione vera e propria, perciò prima ancora che l'individuo decida coscientemente di volerla compiere.
Anni dopo, il ricercatore del Max Planck Institut di Lipsia (Germania) John Dylan Haynes ripropose gli stessi esperimenti, ma con strumenti molto più sofisticati. E indovinate un po'? Ottenne gli stessi risultati.


per l'intero articolo http://www.plosone.org/article/info:doi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0021612

Ciò farebbe supporre che il cervello agisca autonomamente anche nelle decisioni che riteniamo mentalmente coscienti, in base a impostazioni che ancora si ignorano.
Naturalmente, la tesi di Libet e Haynes non ha certo coinvolto tutta la comunità scientifica: difatti, durante i loro esperimenti, in cui un soggetto era posto di fronte alla decisione di premere uno tra due pulsanti, sono riusciti a prevedere correttamente il 60% delle azioni.
"Il 60%, che non è il 100%" sottolineano i neuroscienziati che prendono le distanze dalla linea dei "deterministi", come si autodefiniscono coloro che sostengono la teoria del cervello come burattinaio integrale della nostra vita.
Non si può escludere, in ogni caso, che la percentuale è decisamente impressionante, da terreno fertile ad una riflessione non da poco. Nei casi in cui il nostro cervello ha già deciso, prima che noi ce ne rendiamo conto, se accettare o no quella sigaretta, e bere un bicchiere in più di vino o meno, se cedere o non cedere a qualche invitante tentazione, come possiamo sostenere imperterriti che siamo ancora noi gli artefici della nostra vita? C'è una linea che definisca ciò che vogliamo veramente? O le decisioni prese dal nostro subconscio sono in qualche maniera frutto di una nostra stessa più alta consapevolezza di cui non ci rendiamo conto? O ancora, c'è uno spiraglio di possibilità del fatto che certe cose, nella nostra vita, siano già prestabilite?
Come al solito, il tempo sarà l'unico consigliere.
(post ispirato dall'articolo a cura di Amelia Beltramini "siamo degli illusi?" apparso sulla rivista Focus numero 236)

2 commenti:

  1. Infatti..., occorre riprendere il controllo..., siamo spesso pilotati proprio dal nostro cervello che si imprime le nostre cattivi abitudini e ce le ripropone, non solo è influenzato da mille fattori esterni, di cui a volte la nostra coscienza superficiale non si rende conto....
    Teoricamente noi dovremmo essere i proprietari del nostro cervello e non lui di noi.Purtroppo accade spesso il contrario.
    Un interessante articolo il tuo.
    Ciao
    Angie

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    Risposte
    1. Assolutamente vero!!
      Grazie mille dell'apprezzamento
      un affettuoso saluto ^_^

      Elimina

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