domenica 10 giugno 2012

Carne o non carne, questo è il dilemma (del neopagano)

Ad oggi, è impossibile non constatare che sempre più persone scelgono la "via vegetariana". I motivi sono per ciascuno i più diversi, ma nel 90% percento dei  casi è impossibile non andare a parare alla sfera spirituale.
Da neopagani, è praticamente impossibile non fare ragionamenti su questo argomento. Il nostro rapporto ravvicinato con la Madre Terra, ci pone, in un certo senso, in un rapporto conflittuale con la questione del mangiare o meno carne. Da una parte, siamo convinti che non sia giusto, per una questione di rispetto nei confronti dei nostri adorati fratelli animali. Chi vive con delle creature per casa, può capire al volo cosa intendo: se mangio un coniglio di allevamento, allora sarebbe logico pensare che un altro potrebbe prendere il mio Fuffy e sbaffarselo al forno con le patate. Sappiamo bene che a nessuno è concesso toccare i nostri tesori.
Dall'altra parte, siamo consapevoli che la Terra ha i propri equilibri. Se vi sono animali che mangiano carne, in un pieno rispetto della Natura che difficilmente arriveremo mai a comprendere, cosa c'è di sbagliato nell'essere onnivori? Dopotutto, ci nutriamo anche di piante, fiori, frutti, radici e cortecce, eppure non ho mai sentito di nessun vegetariano che si sia preoccupato della possibile sofferenza o meno delle piante. Ma, da neopagani, siamo consapevoli che anche le erbacce, così come i grandi alberi, hanno uno Spirito proprio, con tanto da insegnarci. Insomma, non è difficile propendere da una parte all'altra a seconda dei giorni.
E' un paio di giorni che mi ronza in testa l'idea di questo post, perché sento il bisogno di esprimere la mia opinione in proposito. E' un periodo in cui faccio fatica a mangiare, nel senso che sento un profondo turbamento nella consapevolezza che ciò di cui mi sto nutrendo - sia carne, pesce, frutta, verdura, latte, ecc - provenga da una qualche parte indefinita, da una qualche creatura di cui non sono bene consapevole, che non ho potuto ringraziare come si conviene per il dono di vita che mi fa ogni giorno. Certo, nelle mie devozioni quotidiane non dimentico mai di ringraziare per il nutrimento che ho il privilegio di avere, ma non è abbastanza. Sopratutto perché è impossibile non notare la sbagliata cultura alimentare che vi è ai giorni nostri: mangiare di fretta che bisogna tornare al lavoro, mangiare come senso di piacere, ma prima di tutto il vero e proprio non avere rispetto per le creature, animate o meno, che ogni giorno si sacrificano per questo.
Personalmente, ritengo che il mangiare carne, in sé, non sia sbagliato. Come detto sopra, è una questione di equilibri. Per esempio, io non condivido assolutamente i vegetariani\vegani con animali domestici ai quali si rifiutano di dare carne. Per noi può essere una scelta, ma così come non possiamo decidere nulla per il nostro prossimo, non possiamo farlo nemmeno per i nostri fratelli animali. E dategli una bella bistecca e fateli contenti! Gli animali hanno una consapevolezza del loro ruolo di parte di un ciclo estremamente sviluppata - dicesi istinto - e il fatto che l'uomo lo sopprima, è un'ingiustizia tanto quanto può essere per un vegetariano il mangiare carne. Pur non essendo contraria al consumo di carne, voglio specificare che anche io mi sto dirigendo verso la "via vegetariana". Questo perché ritengo che il mangiare carne, come lo intendiamo noi ai giorni nostri, nell'era del fast-food e delle abbuffate senza ritegno fatte per il puro gusto di riempire lo stomaco già pieno, sia qualcosa di vergognoso. Aveva molto più senso mangiare carne al tempo dei nostri antenati della preistoria, quando gli eventi della Terra venivano visti con rispetto sacrale, gli uomini e le donne  conducevano vite a pari merito, le pelli degli animali venivano usati per ripararsi dalle notti gelide, le loro ossa erano conservate per i sacri riti in onore della Grande Madre, e vi era una grande consapevolezza del Tutto.
Allo stesso modo però, per tutti coloro che vogliono diventare semivegetariani, vegetariani o vegani, dobbiamo ricordare anche di rispettare, in un senso di sacralità, tutto ciò che la Terra ci dona. Anche le piante soffrono quando si strappa loro frutti, foglie, fiori e radici, senza nemmeno dire "grazie".
La sera, prima di coricarmi a letto, cerco sempre di ricordare cosa ho mangiato, da dove proveniva, quale potesse essere la sua storia, e ringrazio quella creatura, augurandomi che tra di noi non vi siano asti, perché quando mi nutro lo faccio con tutto il rispetto che vi si conviene. E mi auguro che un domani, tutti possano comprendere il rispetto verso la Madre Terra, in ogni suo aspetto.

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