sabato 16 giugno 2012

Modern Witch Lague ©: Tell The Owl - Argomento ③: Leggi morali ed etica della magia

I ragionamenti sui vari aspetti dell’etica dell’Arte sono quelli che, personalmente, hanno occupato gran parte delle mie riflessioni. Stando ai vari libri presenti sulla Stregoneria, è facile comprendere le idee di chi li ha redatti, ma difficile farsene una propria. C’è quello che dice che la Legge del Tre va presa come oro colato, chi che la confuta dalla base alla cima. C’è chi sostiene che la Legge “fa ciò che vuoi ma non fare del male” è inappellabile, chi ne smonta la solidità analizzandone tutte le sfumature possibili. Insomma, non ce se ne può fare un’idea specifica se non con l’esperienza.
Quest’estate saranno per me otto anni da Strega, per cui posso parlare piuttosto agevolmente, in questo senso.
In merito, prima di tutto, alla Legge del Tre, sono sempre stata piuttosto dubbiosa. Sono convinta del fatto che il bene porti ad altro bene, e il male inesorabilmente ad altro male, ma non per forza a precisamente tre eventi benigni o maligni. Specialmente, mi lascia perplessa l’insistenza sul fatto che non dobbiamo compiere una buona azione in attesa di una ricompensa. Se così fosse, non ci sarebbe stato bisogno di diffondere anche la seconda parte della Legge, quella riguardante il bene che porta altre fortune. Considero molto più valida la Legge del Colpo di Ritorno, più immediata, la quale recita semplicemente che ad azione malvagia corrisponde una punizione.
Per quanto riguarda la Legge “fa ciò che vuoi ma non fare del male”, è stato illuminante leggere “Stregoneria oggi”, il volume scritto per mano di Gardner riguardo la sua Wicca. Originariamente, questa Legge recitava solo “fa ciò che vuoi”, frase che spronava le Streghe a sentirsi il centro di sé stesse, a trovare la forza e tirar fuori il proprio Potere – riconducibile al sopracitato Crowley quando dice “ogni uomo e ogni donna è una stella”. La parte “ma non fare del male”, è stata aggiunta successivamente, quando è stato deciso di portare la Stregoneria alla luce, per evitare che quella frase fosse interpretata come un accostamento al satanismo propriamente detto, ossia la volontà (e la capacità) di fare tutto ciò che è nella natura umana, anche quello che vi è di non propriamente morally correct.
Certo mi ci è voluto tempo e molta riflessione per giungere a questa conclusione. Agli inizi, ero favorevole a tutti gli aspetti della magia (intesa quella praticata dalle persone), quelli ‘bianchi’ come quelli ‘oscuri’. Oggi però non è così, sono totalmente contraria alle pratiche esoteriche atte a condizionare gli altri in alcun modo, si tratti di fatture di amore, di morte, malocchio e compagnia bella. A suo tempo, mi è capitato un paio di volte di operare in questo senso, e l’ho pagato a caro prezzo. Non che me ne penti – anche perché se così fosse, ormai quello che è stato è stato – semplicemente la considero una fase, come quando da bambini non bastano le raccomandazioni degli adulti, ma bisogna arrivare a toccare con le proprie mani la pentola sul fuoco per capire che ci si scotta, ci si fa del male. E ovviamente ciò è direttamente collegato al fare magia più o meno con il consenso altrui: non faccio nemmeno una divinazione senza in consenso del diretto interessato. Quando qualcuno è in difficoltà, talvolta mi permetto di pregare, anche se cerco di contenermi anche in questo. Ci sono molte creature che soffrono a questo mondo, e ogni giorno cerco di inviare un pensiero a qualcuna di queste, ma la maggior parte delle volte evito di fare preghiere a favore persone specifiche, perché non sarebbe del tutto corretto. Tuttavia, sono pur sempre un’umana, e quando qualcuno vicino a me è in difficoltà, non riesco a fare finta di niente, neanche a sforzarmi. Questo perché sono convinta che le Divinità abbiano una concezione del vero Equilibrio molto più ampia di quello che qualsiasi persona possa mai aspirare ad immaginare, e Loro sanno molto meglio di noi cosa è giusto. Ciononostante, non esistono veramente limiti definibili nelle pratiche esoteriche, ognuno è libero di fare ciò che vuole, fare del bene o del male, fare magia con o senza il favore dei diretti interessati, imbrogliare o meno le persone che si affidano ad esse. L’unica cosa che fa la differenza, e chi può definirsi veramente Streghe.
Sempre per quanto riguarda la moralità, c’è un’ultima cosa che vorrei aggiungere, ossia una sorta di codice etico al quale io personalmente mi affido e sono arrivata a comprendere solo di recente, che magari qualcun altro sente vicino a sé. La regola alla quale mi affido, che finora non ho ritrovato in alcun testo, non consiste (per ora) in una citazione precisa: sostanzialmente, essendo la Natura un’espressione del Divino, quello che avviene in modo naturale rappresenta un buon punto di partenza per definire cosa è più o meno giusto di qualcos’altro. In Natura non esiste la malvagità che trae piacere da sé stessa, così come la violenza, l’ipocrisia, eccetera. Eppure esiste l’imperfezione, la guerra, la morte. E’ stata una grande illuminazione per me.
Spero che il mio contributo al Gufo possa essere di vostro gradimento ^_^
Scusate per gli eventuali errori :P

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