lunedì 29 ottobre 2012

Modern Witch League ©: Tell The Owl - Argomento ⑧: Viaggi tra i mondi


Sebbene mi stia avvicinando alle pratiche sciamaniche, ancora non ho l’esperienza per poter parlare di viaggi tra i mondi da questo punto di vista, per cui mi atterrò a parlare sommariamente delle esperienze personali che ho avuto durante i miei anni di pratiche. Premetto subito che “viaggi astrali” nel senso stretto del termine non ne ho mai fatti\avuti, così come OBE e compagnia bella. La mia personale miniera d’oro l’ho trovata nella meditazione, e potrei dire anche, seppure in misura molto minore, anche nei sogni. Ho avuto la fortuna di essere naturalmente portata per la meditazione, e di averlo scoperto precocemente sul mio sentiero dell’Arte, cosicché sono stata in grado di poter vedere crescere questa mia abilità man mano che si ampliavano anche le mie conoscenze. Sia chiaro che non sto sottintendendo che io sia un prodigio di questa tecnica, comunque non sono in grado di rimanere in uno stato meditativo per più di un’ora (nei giorni buoni, di solito viaggio sui quarantacinque minuti) e non ho mai avuto prodigiose visioni o strabilianti illuminazioni sul senso della vita. Posso affermare di avere questo mio piccolo dono per il semplice motivo che, confrontandomi con Streghe al mio stesso livello con un vissuto simile al mio, mi è stato fatto notare questo fatto. Il primo effettivo e importante riscontro che ho avuto su questo è avvenuto con la scoperta e il lavoro sulle vite precedenti. Sono state due quelle che sono riuscita ad individuare con una certa certezza, e una più in particolare in quanto ho potuto trovare riscontri storici (date, eventi documentati). È successo un giorno, all’improvviso, senza che nemmeno lo cercassi, durante una normalissima meditazione. Successivamente ho comprato il mio primo libro su questa pratica, avendo scoperto che non si trattava di qualcosa che mi ero inventata io, ma esisteva da molto (sicuramente anche a voi sono accaduti eventi simili, seppure in contesti diversi). Qualche tempo dopo, sempre attraverso la meditazione, conobbi il mio spirito Guida ed escogitai una tecnica per poterlo contattare in qualsiasi situazione di bisogno – e grazie alla sue presenza e ai suoi consigli progredii ulteriormente in diversi aspetti dell’Arte. Tempo più tardi, ebbi il privilegio di conoscere un Maestro spirituale con cui lavoro tutt’ora, e incontrare anche uno dei miei Totem, con il quale sto costruendo un rapporto di apprendimento. E con questo arriviamo ai giorni attuali, nel cui frattempo naturalmente ci sono stati altre avvenimenti, più o meno rilevanti.
Come accennavo all’inizio, alla meditazione si sono sempre affiancati i sogni. Seppure non mi consideri affatto dotata in questo senso, nel corso degli anni ho imparato a percepire i sogni come qualcosa di arcano e misterioso, fortemente connesso al Divino, per cui tanti si accapigliano per trovare la soluzione, ma solo chi fa il determinato sogno è in grado di comprenderne il significato. Ci sono stati periodi in cui sono stata interessata da brevi episodi di sogni premonitori, ma li considero poco, poiché si è trattato di eventi saltuari (periodi di qualche mese distaccati l’uno dall’altro anche di diversi anni, in cui facevo continuamente sogni molto semplici – azioni, eventi – che si avveravano puntualmente il giorno successivo). Quello di cui sono certa, è che sono sempre stati sogni ad indurre cambiamenti importanti nel mio percorso dell’Arte: è stato un sogno a condurmi alla meditazione quando ancora non la conoscevo, e a trovare le mie vite precedenti, come ho raccontato sopra. È stato un sogno ad ispirare la tecnica con cui comunico con il mio Spirito Guida, così come è stato un sogno a spingermi alla ricerca del mio Totem.
Spostando il discorso più sul ‘tecnico’, non ho mai avuto alcun controllo dei miei sogni. Intuendone il potenziale, tempo fa comprai un cofanetto che avrebbe dovuto insegnarmi a sviluppare questa latente capacità, ma non ottenni alcun miglioramento, in senso esoterico. Da questo punto di vista, ho imparato che i sogno arrivano quando è ora, punto e basta.
Per quanto riguarda la meditazione, invece, nel corso del tempo ho acquisito un certo margine di controllo, ma veramente scarso. Diciamo che agli inizi prendevo quello che arrivava, mentre oggi, per esempio, posso scegliere se andare a trovare il mio Totem. Questo nella maggior parte dei casi, poiché ci sono ancora occasioni in cui ho visioni che non ho affatto cercato.
Spesso mi domandano di descrivere per filo e per segno cosa bisogna fare eseguire una buona meditazione, ma non è affatto semplice poiché, come si sente spesso dire “Si possono insegnare le tecniche di meditazione, ma non si può insegnare a meditare”, ognuno dovrebbe provare vari metodi fino a trovare quello idoneo per sé. In linea generica mi piace meditare in posizione coricata supina (la famosa posizione del Cadavere nello Yoga) sul letto nella mia camera, sistemata in modo che vi sia poca luce, luce soffusa o buio assoluto. Ma non ho problemi a meditare anche coricata sul divano con la stanza normalmente illuminata, o seduta per terra a gambe incrociate (o la posizione del Mezzo Loto nello Yoga). Trovo molto piacevole, anche, poter meditare nella Natura, ma abitando in città non vi sono luoghi dove nelle vicinanze non il suono del traffico sia muto, e per me qualsiasi suono che non sia naturale o musicale è di molto disturbo.
Mi aiuto a favorire la concentrazione ricorrendo agli incensi, di diverso tipo a seconda dell’occasione (per esempio, durante il ciclo mestruale i sensi sono più affinati, perciò uso incensi molto soft, o non li uso proprio, perché sennò l’odore forte incentrerebbe tutta la mia attenzione sull’olfatto) e quasi sempre anche della musica (celtica, suoni naturali, a volte anche certe canzoni dei Linkin Park, che hanno una particolare melodia tale da indurmi nello stato idoneo). Tuttavia è necessario sottolineare che questi non sono altro che elementi di supporto per trovare la condizione di concentrazione ideale per meditare, non costituiscono né fanno parte della meditazione. Detto questo, concludo riallacciandomi alla premessa riguardo le sostanze psicotrope, poiché ho conosciuto persone che ritengano che senza di esse la meditazione, così come i viaggi sciamanici e i viaggi astrali, non possano avvenire. Personalmente, non sono contraria all’uso di queste sostanze: dopotutto, chi le prende lo fa a proprio rischio e pericolo, ma soprattutto – si spera – avendo consapevolezza di ciò che si appresta a fare. Di sicuro posso dire senza ombra di dubbio che queste sostanze non sono indispensabilmente necessarie, perciò è sempre consigliabile lasciarle a chi ne è veramente esperto.

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