martedì 30 ottobre 2012

Usanze di Samhain

Oltre alla Lanterna ricavata dalla zucca, quali altri piccoli rituali si possono eseguire per celebrare questo magnifico Sabbath?
Innanzitutto, decorate la casa come meglio sentite. Potete appendere i festoni di Halloween che si trovano in ogni negozio qua e là per la casa, oppure creare qualcosa con le vostre mani. Io per esempio ho ritagliato dei fantasmini di carta velina, li ho uniti con un filo e appesi al soffitto.
Aggiungete qualche candela arancione (simbolo del sole che tramonta) e nera (a rappresentare la notte che sorge) nelle stanze della casa, o anche solo sul vostro altare. Potete anche limitarvi semplicemente a sistemare in zone strategiche della casa oggetti arancioni alternati a cose nere, per dare lo stesso effetto. Sono bellissime anche le ragnatele finte, che si possono trovare in vendita quasi dappertutto. Si dice che benedire i ragni che si vedono il giorno di Samhain porti alla propria volontà la forza e la magia della loro tela.
Non dimenticate le scope rituali, grandi o piccole che siano, fondamentali per questo Sabbath, poiché tengono lontane le energie negative.
Preparate un sidro di mele o dell’idromele analcolico da bere, o gustate quello imbottigliato l’anno scorso alla salute di coloro che sono venuti prima di noi. (clicca sui link per visualizzare le ricette)
I frutti tipici di questo periodo, spesso connessi esotericamente alla conoscenza e al ciclo della vita e della morte, possono fornire molti spunti. La mela per prima, frutto caro alla Grande Madre, può essere tagliata orizzontalmente a metà per mostrare il pentacolo che si cela al suo interno.
L’usanza di sbucciare la mela cercando di fare una striscia il più lunga possibile di buccia è connessa a due usanze: dicendo l'alfabeto, la lettera in cui la buccia si spezzava indicava l'iniziale del nome del futuro marito, oppure più lunga sarebbe risultato il pezzo di buccia tagliato, più sarebbe stata lunga la vita di chi teneva la mela. Oppure vi è la pesca della mela: si riempie d’acqua una bacinella e ci si butta dentro delle mele. Si diceva che il primo a riuscire a prendere le mele galleggianti con la bocca senza aiutarsi con le mani, si sarebbe sposato durante l’anno.
Altri frutti sacri di questa festa sono i melograni, le noci, l’uva. Potete fare un cesto con tutti questi frutti, comprese le mele, o magari sotterrandone uno di questi in giardino in ricordo degli antenati e del perenne ciclo di vita e morte di tutta la Natura.
A proposito di noci, un altro piccolo rituale da poter fare è durante il cerchio per la celebrazione, prendere una noce e aprirla a metà, avendo attenzione di non rompere le metà del guscio: mangiate metà gheriglio, mentre l'altra conservatela per lasciarla in un luogo naturale (che sia il vaso di una pianta o il parco cittadino). Perciò, su un pezzetto di carta, scrivete i propositi per l'anno stregonesco a venire, per esempio "vorrei raggiungere un buon livello di apprendimento nell'Arte" e cose del genere. Quindi piegate il foglietto per benino e mettetelo in una delle metà del guscio, usando l'altra per chiudere. Per sigillare la noce potete usare un nastro, l'importante fare più giri intorno per chiuderla bene. A questo punto riponete la noce in un luogo che non sia costantemente sott'occhio, magari in un cassetto o su uno scaffale. Al prossimo Samhain la aprirete tirando le somme di cosa avete effettivamente concluso durante l'anno, cosa avete fatto e come, cosa non avete fatto e perché, e tutte le riflessioni del caso, per poi preparare un nuovo foglietto con i propositi da chiudervi dentro.
Se potete stare all’aperto, oltre quello che è già stato detto, potete raccogliere rami di alberi come quercia, vischio, nocciolo, salice o betulla, che in questo periodo sono particolarmente carichi di energie. Potete usarli come decorazioni o trasformarli in oggetti magici. Potete anche sfruttare l’occasione per raccogliere erbe invernali da essiccare e usare durante l’anno.
Avvicinatevi ad una quercia, salutatela trasmettendole pensieri amorevoli, e bussate sul suo tronco tre volte, poi state a vedere che succede nel corso della giornata.
Per quanto riguarda la commemorazione degli antenati e dei defunti, oltre alla Jack’o’Lantern e agli altri rituali che abbiamo nominato, potete allestire un piccolo banchetto per loro in un angolo della casa, fatto di un bicchiere di latte e qualche biscotto o frutta di stagione, i quali lascerete poi in un luogo naturale conclusi i rituali. Prima della celebrazione potete aprire la porta di casa invitando gli Spiriti buoni a farvi compagnia. Durante la notte sarebbe bello lasciare fuori casa una candela accesa, anche piccola tipo tea-light, che aiuti tutti gli spiriti a trovare la propria strada, come vuole la tradizione.
Se avete la fortuna di stare con amici, raccontate storie di spiriti o guardate film dell’horror, ridendo e scherzando insieme.
Tra le storie tradizionali che potete raccontarvi, una delle più significative per questo Sabbath è sicuramente il mito di Demetra e Persefone.
Demetra, figlia di Crono e di Rea era la madre di Persefone, avuta dal fratello Zeus.
Un giorno Persefone, mentre coglieva dei fiori con altre compagne si allontanò dal gruppo e all'improvviso la terra si aprì e dal profondo degli abissi apparve Ade, dio dell'oltretomba e signore dei morti che la rapiva perchè da tempo innamorato di lei.Il rapimento si era compiuto grazie al volere di Zeus che aveva dato il suo consenso ad Ade per compiere la violenta azione amorosa.
Demetra, accortasi che Persefone era scomparsa, per nove giorni corse per tutto il mondo alla ricerca della figlia sino alle più remote regioni della terra. Ma per quanto cercasse, non riusciva ne a trovarla, ne ad avere notizie del suo rapimento.
All'alba del decimo giorno venne in suo aiuto Ecate, che aveva udito le urla disperate della fanciulla mentre veniva rapita ma non aveva fatto in tempo a vedere il volto del rapitore e suggerì pertanto a Demetra di chiedere ad Elios, il Sole. E così fu. Elios disse a Demetra che a rapire la figlia era stato Ade. Inutile descrivere la rabbia e l'angoscia di Demetra, tradita dalla sua stessa famiglia di olimpici. Demetra abbandonò l'Olimpo e per vendicarsi, decise che la terra non avrebbe più dato frutti ai mortali così la razza umana si sarebbe estinta nella carestia. In questo modo gli dei non avrebbero più potuto ricevere i sacrifici votivi degli uomini di cui erano tanto orgogliosi.
Si mise quindi la dea a vagare per il mondo per cercare di soffocare la sua disperazione, sorda ai lamenti degli dei e dei mortali che già assaporavano l'amaro gusto della carestia. Il suo pellegrinaggio la portò ad Eleusi, in Attica, sotto le spoglie di una vecchia, dove regnava il re Celeo con la sua sposa Metanira. Demetra fu accolta benevolmente nella loro casa e divenne la nutrice del figlio del re, Demofonte. Col tempo Demetra si affezionò al fanciullo che faceva crescere come un dio, nutrendolo, all'insaputa dei genitori, con la divina ambrosia, il nettare degli dei. Attraverso Demofonte la dea riusciva in questo modo a saziare il suo istinto materno, soffocando il dolore per la perduta figlia. Decise anche di donare a Demofonte l'immortalità e di renderlo pertanto simile ad un dio ma, mentre era intenta a compiere i riti necessari, fu scoperta da Metanira, la madre di Demofonte. A quel punto Demetra, abbandonò le vesti di vecchia e si manifestò in tutta la sua divinità facendo risplendere la reggia della sua luce divina. Delusa dai mortali che non avevano gradito il dono che voleva fare a Demofonte, si rifugiò presso sulla sommità del monte Callicoro dove gli stessi Eleusini gli avevano nel frattempo edificato un tempio. Il dolore per la scomparsa della figlia, adesso che non c'era più Demofonte a distrarla, ricominciò a farsi sentire più forte che mai e a nulla valevano le suppliche dei mortali che nel frattempo venivano decimanti dalla carestia. Alla fine Zeus, costretto a cedere alle suppliche dei mortali e degli stessi dei, inviò Ermes, il messaggero degli dei, nell'oltretomba da Ade, per ordinargli di rendere Persefone alla madre. Ade, inaspettatamente, non recriminò alla decisione di Zeus ma anzi esortò Persefone a fare ritorno dalla madre. L'inganno era in agguato. Infatti Ade, prima che la sua dolce sposa salisse sul cocchio di Ermes, fece mangiare a Persefone un seme di melograno, compiendo in questo modo il prodigio che le avrebbe impedito di rimanere per sempre nel regno della luce. Grande fu la commozione di Demetra quando rivide la figlia ed in quello stesso istante, la terrà ritornò fertile ed il mondo riprese a godere dei suoi doni. Solo più tardi Demetra scoprì l'inganno teso da Ade: avendo Persefone mangiato il seme di melograno nel regno dei morti, era costretta a farvi ritorno, ogni anno, per un lungo periodo. Questo infatti era il volere di Zeus. Fu così allora che Demetra decretò che nei sei mesi che Persefone fosse stata nel regno dei morti, nel mondo sarebbe calato il freddo e la natura si sarebbe addormentata, dando origine all'autunno e all'inverno, mentre nei restanti sei mesi la terra sarebbe rifiorita, dando origine alla primavera e all'estate.
Mangiate in compagnia, preparando tutti insieme qualche piatto di stagione.
Se volete, potete preparare la “soul cake”, o “torta delle anime” (o “degli spiriti”) un dolce semplice nel cui impasto si mischiano una moneta, un anello, un bottone, una chiave, una conchiglia e un cuore. Chi nella propria fetta trovava la moneta, durante l’anno avrebbe avuto fortuna col denaro, l'anello auspicava un matrimonio, il bottone l’allargamento della famiglia, la chiave un trasloco, la conchiglia un viaggio e il cuore una nuova relazione amorosa.
Se dalle vostre parti è uso, fate dolcetto o scherzetto per le vie. Le risate hanno in sé un grande potere, che è di grande aiuto spirituale a tutte le creature – non solo voi, ma anche che quelle che vi circondano, le vediate o meno.
Inoltre, è il momento migliore per ogni tipo di divinazione ed esercizio magico: leggete le carte o le rune, creati oggetti magici, costruite amuleti per l’anno a venire, fate meditazione, per qualsiasi cosa propenderete, state sicure che avrete risultati strabilianti. Un giochino divertente di questo genere da fare in compagnia può essere anche quello delle tre scodelle: preparate tre ciotole, una colma di acqua, una di terra e una di vino. Di volta in volta, una persona si fa avanti e viene bendata, mentre qualcuno cambia l’ordine delle ciotole; perciò si pongono di fronte a chi è bendato e gli si chiede di immergere le dita in una delle tre scodelle: l’acqua predice il successo, il vino il matrimonio e la terra il lavoro.
Prima di andare a letto, che abbiate eseguito un rituale apposito o meno, prendetevi comunque un momento per riflettere su coloro che sono venuti prima di noi, sul ciclo della vita e della morte che si alternano e si rinnovano a vicenda.



Qualsiasi cosa scegliate di fare, fatela con amore e divertendovi, ricordando che in questo giorno non siete soli! ;)

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