venerdì 21 dicembre 2012

Modern Witch League © 5#: Alfabeto di strega R come Regalo

Visto il periodo il periodo dell’anno, ho pensato di dedicare a questa lettera un post bello azzeccato. Parliamo di regali.
Lo scambio di regali è un’usanza a cui siamo abituati ormai dal mero punto di vista consumistico, come si può notare soprattutto durante le correnti festività. Il significato originale del dono dovrebbe essere in primo luogo dimostrazione di gratitudine e offerta nei confronti del destinatario. Non solo, ma anche per rinsaldare rapporti o stringere amicizie – gli esploratori del 1800 quando si imbattevano in tribù sconosciute, regalava loro cose di poco valore, delle chincaglierie, per dare loro il messaggio che le intenzioni erano buone. Seppure, per la maggior parte delle persone, fare un regalo è esclusivamente legato alle festività cristianizzate, in realtà il suo uso ha origini molto più antiche, e ben diverse.
Tanto per cominciare, mettiamo ben le cose in chiaro: storicamente, non esiste alcuna tradizione vera e propria legata all’acquisto di un oggetto per farne un regalo da donare a qualcun altro. Nell’antichità, come “regali” si intendevano soprattutto favori, talenti o eventi dedicati ad una persona.
Nel caso del regalo per festeggiare l’anniversario della nascita di qualcuno, ossia il compleanno, parliamo invece di una mantica sicuramente largamente diffusa, ma sembra anche abbastanza antica: è credenza presso molte popolazioni di origini arcane che la data del compleanno sia un giorno di particolare debolezza per lo spirito umano, perciò il rituale di circondarlo di persone amiche con cui banchettare in un atmosfera festosa aveva principalmente lo scopo di portargli fortuna e difenderlo dalle forze nefaste. In questo ambito, per quanto riguarda l’acquisto vero e proprio del regalo, come accennato sopra, si tratta di una abitudine moderna dettata dal consumismo – e per averne conferma basta chiedere a qualche parente piuttosto anziano; solo dopo la seconda guerra mondiale è arrivata la moda della torta con le candeline e i regali dei partecipanti.
Secondo alcuni, presso alcune antiche popolazioni del nord europa, era uso che fossero i festeggiati a fare regali ad amici e parenti.
L'unico punto vincolante, affinché si possa parlare di compleanno hobbit, è che il festeggiato non riceva alcun regalo ma, viceversa, sia lui a donare qualcosa alle persone con le quali celebra la ricorrenza della nascita. […] Se guardiamo all'etimologia della parola regalo, inteso come "il far mostra di magnificenza", allora il compleanno Hobbit sembra recuperare il significato originale della parola. […] E forse non è un caso che Tolkien, professore di filologia, esperto di storia inglese e delle tradizioni nord-europee antiche, abbiano deciso […] nel lavorare al Silmarillion e al Signore degli Anelli, […] di produrre una mitologia britannica fittizia, ma altamente coerente e filologicamente corretta. Non è quindi da escludere che il professore di Oxford abbia "scopiazzato" l'idea del compleanno hobbit ispirandosi a qualche antica mitologia o tradizione.
Altri studiosi, di tutt’altro parere, riconducono la tradizione del regalo a origini europee, che sembrerebbero essersi evolute già nel medioevo nella famoso uso della torta con la candelina.
In questa tradizione il fuoco e il fumo prodotto dalla candeline avevano varie funzioni: emulare il fuoco che veniva acceso in antichità, tenere lontani gli spiriti malvagi (intesi anche come fate o streghe) e collegare il festeggiato con il mondo degli spiriti (soprattutto con lo "spirito guida" del festeggiato).
Ciononostante alcuni riconoscono che, essendo questa pratica vista molto come “magica”, per cui vista di sbieco in quel periodo, è molto più probabile che si sia sviluppato successivamente.
Riprendendo di nuovo Tolkien, la tradizione da lui descritta come compleanno Hobbit, intrapresa all’aperto, davanti al fuoco, sembra possa essere l’interpretazione più fedele possibile di ciò che accadeva nell’antichità.
Sorpresa sorpresa, non in tutte le culture il regalo è cosa gradita, e ognuna ha le proprie disposizioni di educazione in proposito. Per esempio nello Yemen è visto tutt’altro che di buon occhio il fare regali ai bambini, poiché si crede che così non impareranno mai un mestiere.
In Oriente i regali non si porgono né si ricevono mai con la sinistra, in quanto si tratta della mano con cui usava pulirsi prima dell’invenzione della carta igienica – cosa che vale anche per molti paesi del Medio Oriente.
Per quanto riguarda specificatamente il Giappone, il fare regali è un momento importante del protocollo, anche del mondo degli affari. Inoltre il 15 Luglio e il 1° Gennaio è usanza comune scambiarsi regali fra conoscenti in occasione delle feste di metà anno e di fine anno.
Durante i propri viaggi è buon uso portare con sé dei regali, cosicché se se ne ricevono si può ricambiare immediatamente.
Nel cultura giapponese l’enfasi viene data al rituale dell’atto del regalo piuttosto che al regalo in sé stesso.
Un regalo impacchettato viene spesso portato dentro un sacchetto per evitare l’ostentazione e minimizzare qualsiasi allusione al fatto che si sta per fare un regalo.
Il momento migliore per fare un regalo è verso la fine della visita: in modo discreto fate presente alla persona che avete un piccolo regalo per lui. Va evitato in tutti i modi di fare un regalo per farsi notare.
Il regalo ad una persona deve essere fatto in privato. Se si intende fare un regalo ad un gruppo di persone si aspetta che tutti siano riuniti e presenti.
Il regalo si presenta con entrambe le mani. Al momento di presentare il dono, anche se fuori del comune, si dice “tsumaranai mon” (“è una cosa di poco conto e senza importanza”). Questa frase in realtà ha un significato sottinteso e vuol significare “la nostra relazione è più importante di questo banale oggetto”.
È un errore grave dare il medesimo regalo a due o più giapponesi di livello sociale differente. Se si un regalo ad una persona in presenza di un gruppo di persone dimenticandosi di darlo anche alle altre, le persone presenti potranno offendersi (gravemente), oltre a mettere in gravissimo imbarazzo il ricevente, che quasi certamente lo rifiuterà. I regali vengono sempre aperti in privato, così anche se il regalo risulterà una cosa di poco conto o non gradita, nessuno perderà la faccia. Inoltre se vengono dati diversi regali a persone di status differente, l’aprirlo in privato eviterà qualsiasi possibilità di confronto. Prima di accettare un regalo è educazione rifiutarlo con modestia almeno una o due volte prima di accettarlo.
Bisogna assicurarsi che il regalo sia ben incartato, perciò è meglio lasciar fare agli addetti nel luogo in cui lo si compra. Il modo migliore per incartare un regalo è la carta color pastello, senza fiocchi. Evitare di incartare un regalo con carta sgargiante o fiocchi. Se si è invitati in una casa giapponese, si portano dei fiori (sempre in numero dispari), dei dolci o delle caramelle. Se si riceve un regalo, bisogna contraccambiare. Regali in numero pari (escluso il quattro) sono considerati portafortuna. Regali graditi particolarmente graditi possono risultare: oggetti di marche straniere, prestigiose e famose; whisky scozzese, cognac, bourbon, brandy o vini di grande qualità; carne di manzo congelata; generi alimentari prelibati, frutta fresca; giochi elettronici (per bambini e ragazzi); gemelli per polsini; set di penna e matita; una semplice foto scattata durante una cerimonia commemorativa o sociale a cui il ricevente ha partecipato.
Regali assolutamente da evitare sono: i gigli, i fiori di loto e le camelie (associate ai funerali); i fiori bianchi di qualsiasi specie e le piante in vaso (che secondo la superstizione favoriscono le malattie). Dare qualcosa che ricordi i numeri quattro o nove porta sfortuna. I biglietti in color rosso devono essere evitati, poiché i biglietti funebri sono normalmente stampati in rosso.
In genera, per tutta l’area Orientale vale il discorso che i regali non devono mai di essere valore troppo elevato, e devono avere un bell’involucro – poiché viene considerato parte stessa del regalo. In Cina in genere si evita il bianco (colore del lutto) a favore del rosso, il quale però è del tutto rifiutato in Corea.
Non si regalano mai nemmeno oggetti appuntiti (coltelli, forbici, tagliacarte) o cose che servono per segnare il tempo (calendari, orologi).
In India l’usanza di scambiarsi regali è un gesto visto come un segno di amicizia. Generalmente un regalo non è previsto al primo incontro. Vanno evitati i regali costosi, a meno che si sia fra amici. Grossi e costosi regali vengono fatti da amici o parenti e normalmente in occasioni particolari come un matrimonio, ad esempio. Dato che gli indiani vogliono ricambiare il regalo, se questo è troppo costoso, questo fatto potrebbe mettere in serio imbarazzo chi lo riceve.
Si usa carta di colore rosso, giallo, verde o blu per impacchettare il regalo. I colori bianco o nero sono simboli della sfortuna.
Normalmente i regali non sono aperti dinnanzi al donatore. Alle volte l’ospite indiano potrebbe insistere per fare aprire il regalo e aspettersi apprezzamento per la sua scelta.
Se si è invitati in una casa indiana per una cena, si deve portare una regalo, come una scatola di cioccolatini o un mazzo di fiori. Se l’ospite ha dei bambini, si porta loro un regalo (un giocattolo o un libro), sarà senz’altro apprezzato. Se si va a far visita a un indiano durante una festa, è usanza portare una scatola di dolci.
Se si vuole dare del denaro in regalo, bisogna ricordare ricordare che 11, 51, 101,501, 1001 sono considerati numeri di buon auspicio, perciò se il regalo sarà fatto con queste entità sarà ancora più apprezzato.
Sono molto apprezzati i regali che rappresentano una specifica cultura (es. un coltellino svizzero, un profumo francese, degli zoccoli olandesi, ecc.).
I fiori hanno connotazioni e significati differenti nelle varie regioni dell’India, tanto che a seconda della zona conviene chiedere alla gente del luogo quale siano le usanze più appropriate. Un mazzo di rose, comunque è la scelta più sicura in qualsiasi parte dell’India.
Bere alcol non è culturalmente accettato in gran parte dell’India. Molti indiani non bevono alcol a casa propria, a parte rare eccezioni. Sono sconsigliati anche i regali di cuoio, poiché molti Hindu sono vegetariani.
Un gioiello è considerato un regalo intimo e sarebbe considerato inappropriato se fatto da un uomo ad una donna indiana. È adatto invece se viene fatto da una donna per una donna. Comunque i gioielli d’oro sono normalmente scambiati fra i membri della famiglia.
In Russia, quando si regalano dei fiori, non devono mai essere meno in numero pari, poiché è un’usanza legata ai funerali. E nemmeno gialli, così come accade anche in Iran, in quanto questo colore è percepito come simbolo di odio e ostilità.
Così come in Italia, Belgio, Francia, Spagna e Turchia, non vanno mai regalati crisantemi in quanto legati ai riti funebri, lo stesso in Thailandia, Svezia, Polonia e in Germania per i garofani. In Perù, infine, regalare dei fiori è considerato qualcosa da “straccioni”.


...-*Curiosità*-...
Il regalo sgradito? Fa un effetto diverso sulle donne rispetto agli uomini.
Su Social Cognition è stata pubblicata una ricerca di Elizabeth W. Dunn e colleghi dell’Università della British Columbia secondo la quale uomini e donne interpreterebbero un regalo sgradito in maniera diversa: con maggiore severità i primi, con maggiore indulgenza le seconde.
Sono stati condotti due esperimenti. Il primo ha coinvolto delle diadi donatore-ricevente, di sesso opposto, composte da estranei che avevano scambiato qualche parola poco prima. Il secondo ha coinvolto invece delle diadi donatore-ricevente composte da fidanzati.
Per prima cosa, e indipendentemente gli uni dagli altri, tutti i partecipanti hanno preso visione di una lista di regali e li hanno messi in ordine di preferenza dal 1° all’11°. Il primo rappresentava “il dono che vorrei ricevere più di tutti” e l'11° il più sgradito.
A questo punto è stato chiesto a ciascuno di scegliere un dono da regalare al proprio nuovo amico o al proprio partner. Naturalmente le vere scelte dei donatori non sono state utilizzate, ma è stato fatto in modo che metà dei soggetti ricevesse esattamente quello che aveva scelto al 1° posto (regalo riuscito) e l’altra metà ricevesse quello che aveva messo all’11° posto (regalo sgradito).
I risultati hanno evidenziato che, fra estranei, gli uomini che avevano ricevuto il regalo riuscito stimavano le loro nuove amiche come più simili a loro, mentre le donne non erano influenzate nel loro giudizio di somiglianza dell'altro dal fatto che questi avesse azzeccato proprio il loro regalo preferito.
Tra fidanzati gli uomini che avevano ricevuto il regalo sgradito percepivano, ancora una volta, minor somiglianza con la loro partner e stimavano che il loro futuro insieme sarebbe stato significativamente più corto (!)
Le donne mostravano invece, in questo secondo esperimento, una reazione inedita, uguale e contraria: se avevano ricevuto il regalo sgradito percepivano il partner come più simile a loro e pensavano che la relazione sarebbe continuata più a lungo.
Il motivo per cui si assisterebbe a queste reazioni femminili così controintuitive risiederebbe, secondo i ricercatori, nel fatto che le donne, di fronte a una potenziale minaccia della propria relazione (la percezione, anche soggettiva, di dissomiglianza dal proprio partner) tenderebbero a porre in essere meccanismi psicologici di protezione del legame. In un certo qual senso si ingannerebbero un pochetto pur di salvaguardare il proprio affaire romantico.
Gli uomini invece accoglierebbero con maggior severità, ma potremmo dire anche con maggior lucidità, l’eventualità che la partner non sia poi così simile a loro e il fatto che possano essere potenzialmente ridotte le chance di prosecuzione a lungo termine della relazione.
Naturalmente queste sono le reazioni osservate nei minuti immediatamente successivi al ricevimento del regalo sgradito e nulla può far supporre che si traducano effettivamente in un danno alla relazione nel lungo termine.
Ciò su cui i ricercatori si sono concentrati è dunque il giudizio di similarità: “Se sbaglia a regalarmi qualcosa è perchè è diverso da me”.
In realtà, più che la scarsa somiglianza, un regalo non riuscito, soprattutto fra partner, testimonia incomprensione dei gusti o mancata intercettazione dei desideri dell’altro, e rimanda a una più generale mancanza di vera conoscenza. La qual cosa è, relazionalmente parlando, più grave dell’essere semplicemente diversi.
Per cui attenzione ai regali che fate alle vostre dolci metà! Se avete scelto un oggetto che detestano e sono donne, si convinceranno che non è importante. Se sono uomini potrebbero, almeno sul momento, farsi venire il dubbio che non siate la donna giusta!

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