sabato 22 dicembre 2012

Modern Witch League © 5#: Alfabeto di strega: S come Shakti

Con questa parola, derivante dall’Induismo (in sanscrito शक्ति, IAST śakti, «energia», «potenza»), si indica in senso generale l’energia matrice femminile, benevola creatrice e nutrice, per mezzo della quale si manifestano gli attributi divini.
Nell’Induismo, in particolare, la figura Divina generica alla quale si fanno confluire tali caratteristiche è Devi – il cui nome è il corrispondente femminile della parola “Deva”, letteralmente “potenza celeste”. Ella, venerata fin dal periodo pre-ario , è connessa ai principi di fertilità della terra e dell’amore sia romantico che erotico. La stessa India è considerata il corpo di Devi, le cui forme corrispondono ad altrettanti elementi del paesaggio.
In epoca Vedica, la principale Divinità femminile è rappresentata da Aditi, la madre di tutti gli Dei, spesso identificata con la Vacca.
Ma la caratteristica della “Shakti”, in quanto personificazione stessa del potere femminile, è presente in tutte le Divinità benevole del pantheon Induista. Vi è Parvati, chiamata anche Uma o Sah, la Divina Consorte di Shiva, che rappresenta il potere fecondo senza il quale nemmeno il Dio stesso potrebbe esistere. I miti della sua vita con il suo Sposo sono ambientati sull’Himalaya, dal quale sarebbe anche stata generata.
(19) A tempo debito, dopo che i due [Himalaya e Mena] si appassionarono con un Eros degno di loro, la moglie del Re delle montagne, nel pieno della sua affascinante gioventù, rimase incinta.(20) Partorì un figlio maschio, Mainaka di nome, che avrebbe poi sposato una Donna-Serpente, così imparentandosi con le profondità acquatiche, il che gli valse di non conoscere i terribili colpi della folgore di Indra, quando, infuriato contro le montagne, mozzò loro le ali.(21) Poi la giusta Sati, figlia di Daksha, che fu la prima moglie di Shiva, dopo essersi liberata del corpo grazie allo yoga, costretta dalla mancanza di rispetto del padre, scelse la moglie di Shaila [Mena] per ottenere una nuova nascita.(22) Fu fatta nascere, lei di grande auspicio, in quella donna ricca di perfezione, dal Signore delle montagne, come il benessere è fatto nascere dalla qualità dell’intraprendenza, in una società forte, se vi è una prassi corretta.(23) Il giorno della sua nascita, sereno fino all’orizzonte, perfettamente limpido grazie al vento e con pioggie di fiori precedute da suoni di conchiglia, occorse per la gioia di tutte le creature e di tutte le cose.(24) La madre, con sua figlia accanto che irraggiava luce intorno a sé, appariva ancora più bella, come ancora più bella appare la terra del Vidura grazie ai suoi germogli, le pietre preziose, germogli che sbocciano in risposta al tuonare di un nuovo fronte nuvoloso .(25) Giorno dopo giorno lei, simile a falce di luna spuntata nel cielo, mentre cresceva, diede luogo a forme di bellezza uniche, come sempre bella, e unica, è la luna durante il suo sviluppo.(26) I parenti la chiamavano, lei cara a tutta la famiglia, col patronimico Parvati: fu dopo che la beneamata divenne Uma, quando le fu proibita l’ascesi da sua Madre con le parole “U ma!” (“Non andare!”)(27) Suo padre, il Sorreggitore della Terra, benché già possedesse un figliolo, non si stancava mai di ammirare questa sua nuova ceatura: anche le api infatti, fra i mille altri che offre la primavera, sono particolarmente attratte dai fiori dell’albero di mango.(28) Come il lume dalla fiammata intensa, come la terra dal fiume Gange, come il saggio da una parlata forbita, egli veniva al contempo purificato e ornato da una tale figlia .(29) Trascorse l’infanzia dilettandosi con costruzioni di sabbia sulle rive del fiume, con biglie di legno e con pupazzi di pezza, sempre insieme alle sue amiche, come vivendo stabilmente la dimensione giocosa dell’esistenza.(30) Quando fu tempo di istruirsi, accorsero a lei tutte le conoscenze avute nelle vite precedenti, come gli stormi di volatili accorrono in autunno al Gange o la luminescenza di notte accorre alla pianta medica, facendone una giovinetta di salda cultura.
C’è Lakshmi, Sposa di Vishnu, spesso considerata come la sua personificazione femminile. È una figura molto popolare, in quanto Dea della ricchezza, dell’abbondanza e della buona sorte. Secondo la leggenda nacque quando gli Dei-demoni Asura si unirono per “frullare” il primordiale oceano di latte.

Il saggio Durvasa donò a Indra, re dei deva, una ghirlanda di fiori che non sarebbero mai appassiti; Indra diede la ghirlanda al suo elefante sacro, Airavata. Quando Durvasa vide l'elefante calpestare la ghirlanda maledisse Indra, e desiderò che tutti gli dei perdessero il loro potere, che li aveva resi così altezzosi e irrispettosi.Naturalmente, grazie alla maledizione, gli asura, da sempre in lotta con i deva, riuscirono a scacciarli dal cielo; gli dei sconfitti si rifugiarono dal Creatore Brahma, che chiese a deva e asura di zangolare l'oceano di latte per ottenerne il nettare dell'immortalità. Gli dei allora chiesero l'aiuto di Vishnu, che prese le sembianze della tartaruga Kurma e fornì la base per sostenere il monte Mandara, che fu usato come bastone, mentre il re dei naga, Vasuki, fece da corda.Tra i tesori divini apparsi dalla zangolatura dell'oceano di latte, ci fu anche Lakshmi, che scelse subito Vishnu come compagno. In conseguenza di queste origini, Lakshmi è anche detta figlia del mare, e sorella della luna.
Senza dimenticare Sarasvati (consorte di Shri Brahmāil Creatore), Bharati, Dea della sapienza (divinità tutelare dei Bharata, popolo stanziato nella vallata del fiume Sarasvati)
Come in tutte le culture, l’equilibrio viene bilanciato dalle forme terrificanti del Divino femminile, pur facenti sempre parte del principio della Shakti, le cui più venerate e temute sono Durga e Kalì.
Durga, nata dall'unione di tutte le energie delle divinità maschili logorate dall'interminabile lotta con gli Asura  raffigurata come una donna che cavalca una tigre, con numerose braccia mani che impugnano diversi tipi di armi e fanno dei mudra; fu creata come Dea guerriera per combattere e distruggere il demone Mahishasura.
TOUM SANSAR SHAKTI LAYA KEENA - PALANA HEYTU ANNA DHAN DEENA
Tutti i poteri del mondo sono riposti in Te e sei Tu che dai cibo e ricchezza al mondo.
ANNAPOORNA HOUI JAG PALA - TUMHI ADI SUNDARI BALA
Come Annapoorna la Madre che nutre, Tu alimenti l'intero universo e sei Tu che appari come l'intramontabile Bala Sundari (giovane donna di estrema bellezza).
(passo del Durga Chalisa)
Kalì, consorte di Śhiva, è la Dea Nera dalle otto braccia e la lingua rossa, signora del tempo e custode della legge del karma, e rappresenta l'aspetto guerriero di Parvati. Comparsa per la prima volta nel Devi Mahatmya, secondo alcuni è la Dea che più esprime l'archetipo della Shakti. La sua forma così terrifica simboleggia la potenza, la forza, il bene che sconfigge il male, è la manifestazione della potenza divina. Raffigurata nera perché è il colore dove tutto scompare, e nuda con grandi seni come le dee primordiali, è chiamata anche Digambari (rivestita di cielo).
Shiva nel Mahanirvana Tantra così la descrive:Come il bianco, il giallo e tutti gli altri colori scompaiono nel nero, allo stesso modo tutti gli esseri entrano in Kali.Quindi è per coloro che hanno raggiunto la conoscenza degli strumenti per la liberazione finale, che la Kalashakti (Kali, senza di Lei il Tempo, Kala, cessa di esistere) senza attributi, senza forma e benefica, ha il colore dell'oscurità.Poiché l'eterno, inesauribile e benefico nella forma di Kala (il Tempo) è il Nettare stesso, per questo il segno della Luna è posto sulla Sua fronte (dalla Luna fluisce il Nettare). Poiché Lei osserva l'intero universo, che è il prodotto del Tempo (l’Universo è il Brahman nella forma dello Spazio-Tempo che è Maya), con i suoi tre occhi - la Luna, il Sole, e il Fuoco – per questo Lei ha tre occhi.Poiché Lei divora tutta l'esistenza, poiché Lei mastica tutto ciò che esiste con i suoi denti feroci (Kala-danta, i denti che sono il Tempo), per questo il sangue è immaginato come abbigliamento della Regina dei Deva (alla dissoluzione finale).Poiché di volta in volta Lei protegge tutti gli esseri dal pericolo, e poichè Lei li dirige nei sentieri del dovere, le sue mani sono sollevate per dissipare la paura e concedere benedizioni.Poiché Lei racchiude l'universo, che è il prodotto del Rajoguna (la Passione , la qualità attiva), viene descritta come la Devi che è seduta sul loto rosso, mentre guarda Kala ubriaco da vino inebriante e che gioca con l'universo. Inoltre la Devi, la cui sostanza è l'intelligenza, è testimone di tutte le cose.

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