giovedì 10 gennaio 2013

Definire la magia


Spesso, quando si parla di Arte, il primo argomento su cui si viene pungolati è proprio quello della magia. Nel corso degli anni, le definizioni in tal senso sono state tante e varie. Tralasciando quelle che relegano la magia ad un’opera di Satana e baggianate varie, le più degne di nota sono sicuramente quelle dei grandi esponenti delle arti occulte del ‘900: Aleister Crowley, secondo il quale “la magia è l’arte e la scienza di provocare cambiamenti”, e Dion Fortune, per cui “la magia è la capacità di cambiare lo stato di coscienza a seconda della propria volontà”. Certamente entrambi questi fatti sono da reputare di per se stessi magici, ma siamo lontani da ciò che la magia rappresenta nell’ambito dell’Arte.
Secondo Phyllis Currot, come scrive nel suo stesso libro “L’arte della magia” – a cui è ispirato questo articolo – la magia è l’esperienza assoluta del connettersi al Divino che risiede in noi e attorno a noi:  “fare magia è come fare l’amore con il Divino”, ossia un processo dinamico tramite il quale la realtà è concentrata su un punto, nel Divino stesso, e da adito al cambiamento. E dato che la Natura è la prima e più importante incarnazione della Divinità, la magia lavora in sintonia con tutte le sue leggi.


Anche se un piccolo passo per volta, recentemente la scienza sta dimostrando ciò che le Streghe sostengono da migliaia di anni, e gli Sciamani prima ancora di loro. Esiste una dimensione nascosta della realtà governata da leggi proprie: il livello quantico. L’universo è un immenso campo di energia in cui tutto è collegato, gli oggetti che ci sembrano distinti e separati perché così li percepiamo con i nostri sensi limitati, a livello quantico non sono altro che un insieme di particelle subatomiche, ossia pura energia. E questo è un dato di fatto. Come hanno enunciato il Panteismo e l’animismo prima, e gli Sciamani e l’Arte poi, ogni cosa è permeata di energia e connessa con il tutto.
Oltre a questo, dobbiamo tenere presente che, a livello quantico, le leggi della fisica tradizionale sono messe in discussione. L’esempio che più si avvicina ai principi espressi dall’Arte è la superposizione quantica. Secondo questo assioma, nessuna particella possiede specifica proprietà fin quando non viene misurata. Questo cosa comporta? Che lo stato della realtà cambia a seconda della percezione che ne abbiamo, della nostra partecipazione ad essa e della nostra aspettativa. Perciò cambiando, o meglio, alterando, il nostro stato di coscienza, siamo anche in grado di influire sulla realtà.
Un altro interessante concetto quantico è il paradosso di Einstein-Podolsky-Roseidan, il quale afferma che le cose fisicamente separate funzionano comunque all’unisono. Perciò, se si prendono due cellule cardiache viventi, esse batteranno all’unisono; a livello quantico, se si prova a separare un fotone di luce, se ne creeranno due. E quando ciò accade, sempre secondo la fisica, le polarità dei due saranno opposte: se una è polarizzata verticalmente, l’altra lo risulterà orizzontalmente.  Ciò che ha dello straordinario, è che prima della misurazione non vi è alcuna specifica polarizzazione. Quindi, ancora una volta, siamo noi ad influirvi.


Senza bisogno di scomodare le materie da nerd, torniamo a cose semplici che tutti possiamo comprendere. Pensiamo all’uso che nei secoli si è sempre fatto delle piante e dei minerali, reputando ad esse poteri magici. Oggi la scienza ci dice che le proprietà di ciascuna erba sono dovute a delle particolari caratteristiche chimiche. Ma indovinate un po’? Ciò non ha determinato la fine dell’uso di tali proprietà anzi.
Cambiare il nome ad una certa cosa non ne cambia anche la natura. Posso anche chiamare il mio gatto cane, canarino, elefante, ma sempre un gatto rimane, e il suo verso sarà comunque un miagolio.
I più, sentendo la parola “magia”, spesso storcono il naso, ma non vi è niente di più sciocco, poiché quello che ieri era chiamato magia, inteso come qualcosa per cui non esistevano i mezzi adatti a comprenderne interamente il funzionamento, oggi è detta scienza. Pensate a quanti nel passato ridevano tenendosi la pancia all’idea che la terra fosse piatta e ruotasse intorno al sole. Oggi molti scienziati scherniscono e offendono i praticanti di tutte le forme di Arte per le loro credenze, prima tra tutte il grande potere della mente sulla materia. E sapete cosa rispondo loro? Pensate al biofeedback, a tutti i vantaggi che portano pratiche come la meditazione, l’agopuntura. E’ vero, oggi, come ieri, chiamiamo magia ciò che non possiamo comprendere del tutto, e tra qualche centinaio di anni gli scienziati si prenderanno tutto il merito di ciò che già molto prima di loro era stato detto. Ma a differenza di loro, le Streghe non pesteranno i piedi per terra quando non si da loro ragione. Si limiteranno ad abbozzare un sorriso, scuotendo la testa.


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