Modern Witch League © 5#: Alfabeto di strega©: Y come Yoga

Come molti sapranno, si tratta delle pratiche ascetiche meditative originarie dell’India. Il termine – in sanscrito योग – si riscontra già nel più antico Veda, il Rgveda, ed ha il significato di “unire”, “attaccare”, ma anche “imbrigliare”, nel senso di soggiogare sé stessi alla disciplina, come è riportato nel testo stesso.Nella sua accezione religiosa e filosofico religiosa, il termine sanscrito yoga è così reso nelle altre lingue asiatiche:
in cinese 瑜伽 yúqié, yújiā;
in giapponese ヨーガ yōga;
in coreano 유가 yuga;
in vietnamita du già;
in tibetano sbyor ba;
in thailandese โยคะ yokha.
Le tecniche dello Yoga hanno come scopo il congiungimento di corpo, mente e anima con il Paramatma (la Divinità o energia universale), ossia l’unione tra quest’ultima e lo Jivatman (l’energia individuale).
I praticanti di queste tecniche sono detti Yogini, se donne, e Yogi (o Yogin) se uomini.
La prima grande opera indiana riguardante questa mantica è lo Yoga Sutra (“Aforismi sullo Yoga”) redatto da Patañjali, identificato dagli esperti con l’omonimo studioso vissuto nel III sec a.C. – anche se studi più moderni avrebbero datato la redazione dell’opera in epoca medievale.
L’autore indica al praticante otto arti nello Yoga, ossia otto possibilità per raggiungere la comunione con il Paramatma – tante quante le parti del corpo.
_Gli Yama sono i cinque comandamenti morali universali (o astensioni) su cui si fonda l’etica dello Yoga.
Ahimsa: non-violenza, astensione dall'infliggere a qualsiasi essere vivente qualunque tipo di male, sia esso fisico, psicologico, ecc.;
Sathya: verità, aderenza al vero, sincerità (soprattutto con se stessi);
Asteya: onestà, astensione dalla cupidigia, liberazione dall'avidità;
Brahmacharya: castità (intesa soprattutto come purezza morale e sentimentale);
Aparigraha: distacco, non-attaccamento, astensione dalla bramosia del possedere.

Niyama sono le regole dell’autopurificazione.
Saucha: pulizia, salute fisica, purezza;
Santosa: appagamento, felicità della mente, l'accontentarsi;
Tapas: ardore, fervore nel lavoro, desiderio ardente di evoluzione spirituale;
Svadhyaya: studio di se stessi, ricerca interiore;
Ishvara Pranidhana: abbandonarsi alla Divinità, la resa al Signore di tutte le nostre azioni.

Le Asana (in sanscrito आसन) sono le posture utilizzate in alcune forme dello Yoga (specialmente nell’Hata Yoga), qualche migliaio, che, tramite l’assunzione, permettono al praticante di purificare i canali energetici (Nada) e incanalare l’energia verso punti specifici del corpo, ottenendo un notevole benessere psicofisico. I loro nomi sono ispirati alla natura – specialmente agli animali – e alla mitologia Induista.

Pranayama (“controllo delle correnti del Prana”) e Pratyahara (“ritiro della mente dagli oggetti dei sensi”) sono il quarto stadio dello Yoga, e consistono nella ricecrca interiore controllando il Prana per mezzo della respirazione e della mente, liberandosi dalla schiavitù provocata dalle pulsioni umane.

Dharana è la capacità di concentrazione, diventando un tutt’uno con ciò che si sta facendo, il microcosmo e il macrocosmo.

Dhyana, la meditazione – dalla cui traslitterazione derivano il termine cinese “Chan” e quello giapponese “Zen”.

Samahdi è lo stato di conoscenza superiore, l’unione del Paramatma con lo Jivatman.

Le tecniche dello Yoga si fondano sulla fisiologia indiana, secondo la quale il corpo umano è attraversato da canali energetici (le Nadi, che sarebbero 40mila o forse 72mila) in cui scorre l’energia universale, il Prana. Le più importanti sono 3: Ida, Pingala e Sushuma, che scorrono intorno alla colonna vertebrale incrociandosi in alcuni punti
La diffusione di tali pratiche in occidente è avvenuta tra il XIX e il XXI sec, assieme alla meditazione (Dhyana) e agli esercizi di controllo del respiro (Pranayama).

Il Surya Namaskara (surya significa “sole” e namaskara “saluto”) è una serie di asana dell’Hatha Yoga che i praticanti eseguono tradizionalmente al mattino al momento del sorgere del solo. Il suo scopo è devozionale nei confronti dell’astro, identificato come colui che genera la vita con i suoi raggi energetici, ma anche fisico, in quanto scioglie, allunga e rende flessibili i muscoli, massaggia gli organi interni e amplia la respirazione; non a caso i Maestri di questa disciplina consigliano di praticare più saluti al sole prima dello Yoga per preparare corpo e mente, ma anche al mattino appena alzati per sciogliere i muscoli e concentrarsi per la nuova giornata

1 Pranamasana
posizione della preghiera
espirazione
2 Hasta uttanasana
posizione delle mani sollevate
inspirazione
3 Padahastasana posizione delle mani ai piedi   espirazione
4 Ashwa sanchalanasana posizione equestre   inspirazione
5 Adho mukha svanasana posizione del cane che guarda indietro espirazione
6 Ashtanga namaskara saluto con gli otto arti del corpo sospensione
7 Bhujangasana posizione del serpente o del cobra inspirazione
8 Adho mukha svanasana posizione del cane che guarda indietro espirazione
9 Ashwa sanchalanasana posizione equestre inspirazione
10 Padahastasana posizione delle mani ai piedi espirazione
11 Hasta uttanasana posizione delle mani sollevate inspirazione
12 Pranamasana posizione della preghiera Espirazione