mercoledì 2 ottobre 2013

Diario di bordo – Soggiorno marittimo \2 : l’Acqua di Mare

Raccogliere risorse dai luoghi naturali solitamente non è difficile, ma bisogna prendere alcune precauzioni. Intanto bisogna fare attenzione a dove ci si trova, poiché non in tutti i posti è possibile portarsi via qualcosa.
Fatta questa premessa, passiamo alla raccolta vera e propria. Nel caso dell’acqua di mare, si può tenere si un recipiente provvisorio per trasferirlo in quello definitivo in un secondo momento. Sforzatevi di seguire, per rispetto nei confronti della Natura che vi fa dono di sé stessa, una procedura per la richiesta. Cominciate col pregare l’acqua stessa e gli spiriti del luogo spiegando con gentilezza e onestà cosa volete fare e perché. Magari prendetevi un po’ di tempo per meditare, seduti vicino alla riva. Non dovrete sforzarvi affinché il vostro appello sia accorato, ma siate assolutamente sinceri. Ho una mia formula per queste tipo di situazioni, ma non ho intenzione di condividerla: piuttosto che recitare a memoria in modo meccanico una serie di parole di cui non si conosce o condivide il significato, scrivete la vostra preghiera personale, o improvvisate.
Aspettate di ascoltare la risposta della Natura attorno a voi prima di procedere; è improbabile che sia negativa ma non impossibile, e in ogni caso la loro scelta va rispettata.
Se non ne comprendete il significato, riflettete su questo: a voi piacerebbe se vi strappassero i capelli senza il vostro consenso? O senza che nemmeno vi sia chiesto? (discorso che vale per tutte le occasioni in cui abbiamo necessità di raccogliere qualcosa)
Dopo la raccolta, premunitevi di lasciare un’offerta, fatta con il cuore. Può essere qualsiasi cosa, una pietra, una moneta, un biscotto, l’importante è che sia portata appositamente. Se non avete l’opportunità di scegliere preventivamente, lasciate quello che avete. E se proprio non avete nulla da lasciare, offrite la vostra energia: concentrandovi, visualizzate vostre energie cariche di amore che consapevolmente fluisce dal vostro corpo verso le acque (procedura che potete eseguire comunque dopo aver donato un’offerta).
Passiamo alla conservazione, per cui ci sono delle regoline da ricordare. Il contenitore deve essere di vetro, per non alterare le proprietà dell’acqua (la plastica dopo un po’ rilascia sostanze dannose). Quanto riponete l’acqua, non riempite mai il contenitore fino all’orlo, ma lasciate un po’ di agio, per ogni evenienza.


Se usate un barattolo riciclato come quello della foto, ricordatevi di fare dei fori sul tappo, per evitare compressioni, soprattutto durante le calure estive, che potrebbero causare esplosioni del recipiente. Se usate bottiglie, nuove o riciclate, durante l’estate lasciate il tappo dischiuso, così che vi sia un minimo di circolo di aria – per lo stesso motivo di sopra, ossia evitare aumenti di pressione e lo scoppio della bottiglia.
Passiamo all’utilizzo vero e proprio. In ambito magico, l’Acqua di mare ne può avere un’infinità. Durante qualsiasi tipo di rituale in cui serva l’acqua, potete aggiungere al contenitore principale qualche goccia di quella di mare. Che si tratti di una preparazione a scopo lustrale, di purificazione, di guarigione, o altro, riempite il recipiente (coppa, calderone, ciotola, vasca da bagno) e prima di utilizzarla fatevi cadere una goccia di acqua di mare da voi raccolta – volendo, visualizzando che nel momento in cui la goccia cade, tutta l’acqua assuma una pulsazione di potente energia. (io parlo qui in termine di diluizione perché il mare è lontano diversi chilometri da casa mia, ma chi ce l’avesse vicino può benissimo usarla “pura”)
Per darvi un esempio del grande potere che può derivare dal suo uso, vi racconterò un episodio realmente accaduto qualche tempo fa:  una persona a me vicina soffriva di un forte mal di schiena che non la lasciava da giorni, nonostante l’impiego di antinfiammatori e creme. Stava cominciando a preoccuparsi, così ho proposto di lasciarmi fare una prova: in una pentola ho portato a ebollizione un litro d’acqua con qualche goccia di acqua di mare; vi ho inzuppato un asciugamano, lasciando qualche altro bollore, per poi sistemarlo sulla zona dolorante della persona, stesa prona sul divano. Il tempo che il panno disperdesse il calore (un quarto d’ora al massimo) ed ogni dolore era sparito. (e fino ad oggi non si è più ripresentato).
Personalmente consiglio di tenere anche un barattolo in cui vi sia versata sia acqua che sabbia, così che gli elementi rimangano congiunti anche al di fuori dell’ambiente naturale. Ricreate così le condizioni marine, risulta perfetto pe rappresentare l’acqua sull’Altare, durante il Cerchio, o per ogni attività specifica che abbia a che fare con l’elemento Acqua.


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