mercoledì 2 ottobre 2013

Diario di bordo – Soggiorno marittimo \4 : le Conchiglie

Al pari della sabbia e dell’acqua, anche le conchiglie nascondono un’enorme fonte di utilizzo.
Ricapitolando il metodo di raccolta:
1. Assicurarsi che nel luogo in cui si trova sia possibile raccogliere risorse naturali
2. Mentre si è concentrati, pregare la sabbia e gli spiriti del luogo per avere il permesso di effettuare la raccolta, spiegando con umiltà e sincerità cosa si vuole fare, e aspettare la risposta
3. Ringraziare con offerte

Dell’acqua e della sabbia, le conchiglie sono sicuramente le più semplici da conservare: non sono indispensabili contenitori, possono essere usate singole come soprammobili, tenute raggruppate in una ciotola, usate come decorazioni per le superfici più varie.
Il problema fondamentale – e probabilmente l’unico – delle conchiglie è la puzza. Ahimè, se non correttamente trattate non perdono l’odore di pesce, che con il tempo non tende certo ad affievolirsi, anzi, tanto che spesso si finisce col gettare tutto con gran dispiacere.
Vediamo un metodo davvero semplicissimo (anche se un po’ brigoso) per ovviare il problema.
Innanzitutto tenete sempre ben presente che vanno trattate una per una, perciò fate i vostri conti al momento della raccolta. Io ho voluto fare la furbetta (dopotutto, non so quando mi ricapiterà l’occasione) e ho ancora un sacchetto di conchiglie da pulire fermo da giugno.
Per questo procedimento la posizione ideale è in quegli enormi vasconi da lavanderia, belli alti, che non fanno venire il mal di schiena. Per chi come me non può godere di questo lusso, il lavandino e il bidet andranno benissimo.
Si comincia buttando tutte le conchiglie assieme nella vasca, sciacquandole abbondantemente sotto l’acqua corrente per togliere il più dello sporco. Quindi ne si riempie una di tanta acqua quanta è necessaria e con una spugnetta rigida si gratta conchiglia per conchiglia, spostandole man mano nella vasca vuota. Un’altra sciacquata veloce e si passa ad una asciugatura alla bell’e meglio con la carta da cucina (potete usare anche uno straccio, ma dopo sarà da buttare perché avrà assorbito il cattivo odore).
A questo punto si passa al trattamento vero e proprio, per cui bisogna munirsi di cotton fioc, una boccettina di olio essenziale a vostra scelta ogni cinquantina di gusci, e tanta, tanta (tanta) pazienza: dopo aver intriso il bastoncino nell’olio, dovete ricoprire l’intera superficie di ciascuna conchiglia. Per le conchiglie a chiocciola, sull’esterno fate la stessa cosa, e per l’interno fate cadere una o più gocce (a seconda della grandezza).
Una volta unte, le conchiglie vanno sistemate avvolte nella carta da giornale (non quella dei quotidiani che si appiccica e rovina le conchiglie ma quella plastificata) in un qualsiasi recipiente (che successivamente butterete, per cui scegliete bene) – volendo con il coperchio (perché se non potete sistemarle fuori dalla finestra o in una stanza apposita vi ritroverete la casa invasa dall’odore dell’olio) – e si lascia riposare qualche giorno (io le ho lasciate una settimana, non so dire se l’olio finisca col corrodere le conchiglie se vi rimangono troppo).
Trascorso il tempo di posa, ributtate le conchiglie nella vasca tutte insieme e sciacquatele con l’acqua, perciò asciugate per bene ogni conchiglia per togliere l’olio rimasto. Se volete risparmiare acqua, potete passare direttamente alla fase di asciugatura, ma vi servirà più carta e sulle conchiglie tenderà a rimanere una patina di unto (se ricorrete al canovaccio, stesso discorso di sopra).
A questo punto siamo finalmente pronti all’uso, che conta un sacco di possibili varianti.
Sull’Altare e in qualsiasi tipo di rituale sono ideali per rappresentare l’Acqua, sia da sole che affiancando gli Strumenti classici come Coppa e Calderone.
Se avete poco spazio e volete improvvisare un Altare che non dia nell’occhio, basterà riempire la conchiglia più grossa che avete di sabbia, terra o sale e infilarvi un incenso da far bruciare: ecco tutti gli Elementi rappresentati in un oggetto semplicissimo e unico.
Sul mio Altare, come offerta permanente alla Grande Madre, ai piedi della statuetta che la raffigura ci sono una conchiglia riempita di piccoli granati e un’altra in cui sono inserite all’interno conchiglie più piccole. E’ una decorazione d’effetto e porta molta energia.
Un altro utilizzo prettamente rituale delle conchiglie può essere quello di costruire sonagli, monili e rosari pagani.
Premettiamo che per tutti questi usi occorre bucare le conchiglie. Se avete gli strumenti adatti a farlo buon per voi, ma se come me vi trovate ad improvvisare, ecco qualche consiglio. Per bucare le conchiglie classiche a due [gusci] basta una vite o un chiodo e un martello (o un qualsiasi strumento per battere). Posizionatevi su una superficie dura (preferibilmente un pavimento, e in un luogo che non dia nell’occhio, poi capirete perché) e mettete la conchiglia in modo che il lato concavo sia rivolto verso il basso. Puntate il chiodo nella posizione in cui volete effettuare il buco (di solito nella parte alta, vicino all’attaccatura) e picchiettate delicatamente con il martello. Anche facendo tutta l’attenzione possibile, qualche conchiglia finirà comunque rotta, perciò scegliete con attenzione quelle da bucare calcolando questo rischio. Inoltre, tenete ben a mente che quanto il chiodo forerà il guscio, tenderà a colpire violentemente la superficie sottostante, quella a cui siete appoggiati, lasciando un segno; quindi, evitate di fare questo lavoro sul tavolo della cucina o su le “normali” superfici di casa, o ve le ritroverete mitragliate – e fidatevi quando vi dico che non serve a niente sistemare panni o stracci per attutire il colpo. Preferite una posizione che sia all’esterno della casa per ovviare al problema, o comunque un luogo che anche se si dovesse rovinare non creerà noie a nessuno.
Per le conchiglie più piccole o più sottili evitate assolutamente questo metodo, o le sbriciolerete. Per questo lavoro sarà sufficiente esercitare un po’ di pressione nel punto che volete bucare con un grosso ago da cucito o la punta di ferro di un compasso – ricordando sempre la regola delle probabilità di rottura.
Questi due metodi descritti creano nella conchiglia un foro sufficiente per il passaggio di un filo di medio spessore. Fare buchi più grandi nelle conchiglie piccole è un azzardo, mentre per quelle grandi non dovreste avere troppi problemi se lavorate con delicatezza.
Per la costruzione vera e propria, si possono usare diversi tipi di conchiglie di grandezze a piacere. Da un punto di vista estetico, per quanto riguarda i sonagli, uno costruito con conchiglie dello stesso tipo e della stessa grandezza è molto più d’effetto che uno disordinato – anche se naturalmente tutto dipende dall’effetto che si vuole ottenere. Per avere un bel sonaglio da suonare durante le invocazioni, le purificazioni, le meditazioni, e nei rituali di sorta, personalmente consiglio di usare le conchiglie classiche, di media grandezza, infilate una nel senso inverso alla precedente in un filo resistente, come ho fatto per il mio.
E più le conchiglie saranno grandi (senza esagerare), più il suono risulterà intenso, pieno… difficile da spiegare a parole.
Un sonaglio di conchiglie più piccole sarà altrettanto ottimo, diverso, e sempre unico. Secondo il mio parere comunque questo tipo di conchiglie si addicono di più alla costruzione di braccialetti, collane e monili di sorta.
Un’altra creazione interessante da fare con le conchiglie è sicuramente il rosario pagano. Se lo costruite seguendo le istruzioni tradizionali, prima di usare le conchiglie suddividetele in base alle sfumature di colore che più si avvicinano al bianco, al rosso e al nero. In quest’ordine infilatele a gruppi di tredici inframmezzandole da un divisore (che può essere sempre una conchiglia ma di un altro tipo, colore e dimensione), perciò concludete il rosario con una serie di divisori che termineranno in un tallone (che a propria volta può essere conchiglia ancora diversa).


Questi sono solo alcuni degli usi che si possono fare delle conchiglie, basta solo un po’ di fantasia per trovarne tanti altri. Tanto per citarne un altro, incollate  o cucite su un qualsiasi tipo di superficie diventano una decorazione; può essere usata per molti Strumenti dell’Arte (Abito, Grimorio, ecc) o anche per oggetti quotidiani.
E come al solito quando la teoria viene a mancare, basta usare l’ingegno ;)

Con questo post si conclude la serie riguardante il mio soggiorno al Mare. Spero che le istruzioni che ho riportato possano tornarvi utili, oggi o domani, per i vostri lavoretti, per riscoprire la magia delle piccole cose, ma soprattutto tirare fuori quella sopita dentro di noi. Non mancheranno i commenti negativi alle vostre opere, ma quando accadrà ricordate che siamo tutti artisti nel nostro piccolo, e così come la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri, lo stesso vale per “gli altri”. Di questi tempi è diventato molto facile giudicare il nostro prossimo per i suoi talloni d’achille, un po’ meno facile invece apprezzare lo sforzo, la passione, l’inventa, che hanno portato a quel risultato.
Non rinunciate per colpa della cattiveria altrui, di qualunque cosa si tratti, di chiunque si tratti, mai. Siate voi stessi, siate fieri di quello che siete, e la Madre sarà fiera di Voi.

...Benedizioni )O(...

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