mercoledì 13 novembre 2013

Aceto - Accenni storici, Simbologia e leggende legati all'Aceto

_.-*Accenni Storici*-._
La parola deriva dal latino “acetum”, con radice indoeuropea “ac” atta ad indicare la natura pungente di qualcosa. La storia di questo prodotto scorre parallela a quella del molto più famoso parente, il vino: i primi accenni derivano infatti proprio dalla scoperta che l'aceto nasceva dalla mal conservazione del primo.
I primi accenni storici li troviamo molto indietro nel tempo. Aristotele lo definisce "vino putrefatto"; altri autori classici come Ippocrate e Erodoto lo nominano, anche se non abbiamo idea di quale conoscenza ne avessero. Plinio lo descrive come decomposizione del vino, che poteva tornare utile per dissetare i legionari affaticati se diluito con acqua - bevanda chiamata "posca". Sempre i legionari erano soliti consumare una pietanza di aglio, cipolla, ruta, formaggio di capra, coriandolo e aceto - definita "moterum".
Dal punto di vista archeologico, le tracce più antiche di aceto mai trovate risalgono al 10mila anni fa, su un vaso egizio. A Roma era molto apprezzato, tanto che, sembra, ad ogni commensale non mancasse mai un bicchiere di aceto in cui inzuppare il pane o per insaporire le pietanze. Le ricette a base di aceto erano molte, anche se era utilizzato soprattutto come condimento o per la preparazione di salse.
Nel corso del tempo il suo uso si estese alla cura delle malattie e per la pulizia di oggetti contaminati: divenne un elisir prescritto per ogni tipo di disturbo, dalla disinfezione delle ferito, al trattamento delle piaghe, come coadiuvante per problemi di tipo respiratorio. Durante le pestilenze era utilizzato in modo regolare anche per purificare l'aria, o anche direttamente sul corpo per lavarsi. Anche in Oriente è sempre stato ampiamente usato e rinomato.  Nel medioevo se ne faceva ampio uso anche come eccipiente per farmaci o prodotti cosmetici. Divenne perfino uno dei rimedi preferiti dalle signore per rinvenire se oppresse dal busto troppo stretto o per fare passare l'emicrania, mentre le donne di casa lo utilizzavano lasciando una bottiglia aperta vicino al capezzale di un malato, per evitare che venisse contagiato da qualcuno che lo andava a trovare.
Nel rinascimento si va delineando la storia degli aceti balsamici tradizionali -  è a partire da quel periodo che si hanno notizie documentate di batterie appartenenti a famiglie nobili Reggiane e Modenesi.
Comunque, le vere conoscenze sulla fermentazione si avranno molto più avanti, attorno al XVIII sec, con l'affermarsi della microbiologia.  Jean Baptiste von Helmont (1579-1664, chimico, fisiologo e medico
fiammingo) fu il primo a definire l'aceto il risultato di una fermentazione. Johann Rudolf Glauber (1669?-1704?, chimico tedesco) ne descrisse per primo la preparazione con il vino. Successivamente, furono molti gli studiosi a tentare di spiegarne la formazione e la composizione, ma si dovrà attendere il 1821 per avere la formula chimica completa, grazie al chimico inglese Humphry Davy (1778-1829). Negli anni immediatamente successivi, altri medici e scienziati scoprirono come avveniva precisamente il processo di fermentazione.
Oggi, spesso è usato o consigliato come alternativa ai detergenti chimici, per le sue comprovate capacità di disinfezione.

_.-*nell'Esoterismo*-._
Come molti altri elementi esoterici, l'Aceto da una parte è sempre stato simbolo di  purificazione dai malanni e allontanamento della sfortuna. In ambito Stregonesco, spesso e volentieri viene nominato in ricette per scacciare gli influssi negativi: era ingrediente usuale nelle Bottiglie delle Streghe e in tutti gli amuleti atti a proteggere qualcosa o qualcuno. Senza andare troppo indietro nel tempo, chi ha parenti con una certa età, probabilmente avrà sentito parlare dell'usanza di tenere in qualche parte della casa, più spesso in cucina, una bottiglia di aceto allo scopo di tenere lontana ogni influenza maligna.
Inoltre, attorno al rinascimento, prese anche piede l'usanza di aggiungerlo come dote delle nobildonne.
Nell'alchimia, l'aceto rappresenta la conoscenza, in quanto frutto di una trasmutazione da un elemento ad un altro.
Come abbiamo accennato sopra, anche in Oriente era molto apprezzato - pare che il Giappone fosse il principale commerciante. Si dice che un vaso colmo di aceto rappresenti la vita stessa. Sovente si trovano opere d'arte che lo rappresentano in questo senso: in questa a fianco, "Gli assaggiatori di aceto", vediamo tre uomini immergere le dita in un grosso recipiente per assaggiarne il contenuto, ognuno con un'espressione in viso che mostra le loro reazioni. Figurativamente ognuno di essi rappresenta uno dei Tre Insegnamenti della Cina - Confucio, Buddha e Lao-Tse - attingere all'Essenza della Vita.
Con l'avvento del cristianesimo, il significato dell'aceto si è un po' modificato, divenendo più negativo che positivo. Famoso l'aneddoto della crocifissione, in occasione della quale le labbra di Gesù vennero bagnate con la "posca" di cui abbiamo accennato sopra, la miscela di acqua e aceto - assumendo quest'ultimo a simbolo della "Passione di Cristo".
Nell'Oniromanzia, la pratica divinatoria che si basa sull'interpretazione dei sogni, sognare l’aceto non è mai segno di buon auspicio. Esso indicherebbe preoccupazioni, sofferenze ed amarezze in arrivo - soprattutto se nel sogno ci vediamo bere l'aceto: sarebbe presagio di una sofferenza vicina, legata ad un particolare evento che sta per accadere. Il presagio cambia se nel nostro sogno l’aceto viene usato per condire qualcosa: in questo caso significa che ci si sente in colpa per qualcosa che si è fatto, probabilmente un'esclamazione di cattivo gusto, e che per questo motivo vogliamo infliggerci una punizione. Ancora, sognare di versare l'aceto indica una sofferenza interiore dovuta al fatto che ci sentiamo poco amati e apprezzati dalle persone che ci circondano.
Nella tradizione popolare, far cadere  l’aceto per terra o sul tavolo è presagio di discordie famigliari.

_.-*Leggende*-._
L'aceto appare  in episodi leggendari molto antichi
La leggenda vuole che Cleopatra, l'ultima regina d'Egitto, abbia fatto una scommessa con Marco Antonio allo scopo di dimostrare il suo potere e la sua ricchezza: spendere 10 milioni di sesterzi per un solo pasto."Ha ordinato che venisse servita la seconda portata. Secondo precedenti istruzioni, i servi avrebbero piazzato di fronte alla regina un solo vassoio contenente aceto...Lei prese un orecchino, e fece cadere la perla nell'aceto. E quando si sciolse del tutto, lo ingoiò.
Questo è quanto sostiene Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia.

Vi sono anche narrazioni legati alle proprietà benefiche dell'aceto, di cui abbiamo un esempio di seguito.
La leggenda narra che durante la terribile peste che colpì Tolosa nel 1630, quattro ladri, non tenendo conto del rischio di contagio, entravano nelle case degli appestati, moribondi o morti per depredare le loro ricchezze. Arrestati furono condannati all'impiccagione.Un giudice intelligente e curioso si era però chiesto come facevano a non essersi contagiati, nessuno dei quattro. Li interrogò promettendo loro la grazia se avessero rivelato l'interessante segreto. I ladri risposero che due volte al giorno si bagnavano i polsi e le tempie con un macerato di varie erbe, tra cui salvia, rosmarino, timo e lavanda. Che da quel giorno prese il nome di aceto dei quattro ladri. Da allora si cominciò a produrre in tutta la Francia un aceto balsamico con i suddetti ingredienti, detto "aceto dei quattro ladroni", che, si diceva, proteggesse dalle malattie infettive.
Un altro episodio della tradizione popolare che può farci capire meglio il significato assunto in tempi recenti dall'aceto è quello della famosa leggenda palermitana che riguarda una certa Giovanna Bonanno, i cui fatti si dice siano realmente accaduti.
La vecchia dell'Aceto
Nel XVIII secolo visse a Palermo Giovanna Bonanno,  una vecchia povera e mendicante, considerata da tutti una “magara” cioè una strega.Viveva girovagando qua e là nel quartiere della Zisa e l’ occasione per dare una svolta alla sua vita le fu data da un fatto del tutto casuale.Si trovava, infatti un giorno in via Papireto dall’ aromatario, quando all’ improvviso vide una madre portare la sua bambina sofferente fra le braccia, poiché per sbaglio aveva bevuto un sorso di “aceto per pidocchi“, una mistura a base di aceto e arsenico che l’aromatario stesso vendeva. Subito questi le fece ingoiare dell’ olio fino a che la povera bambina non vomitò avendo così salva la vita. Giovanna, che era una donna molto intelligente intuì subito che questo intruglio era qualcosa da cui poterne trarre benefici economici, e poter cambiare così il suo tenore di vita. Comprò, allora una pozione di “aceto per pidocchi” e fece un esperimento, vi inzuppò un pezzo di pane e lo diede da mangiare a un cane randagio che aveva catturato,  lo legò al bastione di Porta d’ Ossuna e se ne andò. Dopo qualche tempo tornò per vedere come aveva reagito il cane, e lo trovò morto. Provò allora a tirare il pelo dell’animale e ne esaminò la mucosa delle labbra, perchè se fosse stata nera e il pelo fosse venuto via facilmente, tutti avrebbero potuto capire che era morto avvelenato. Ma questo non avvenne e Giovanna si ritrovò fra le mani un veleno che poteva essere somministrato senza lasciare alcuna traccia.Cominciò così a far sapere in giro che lei deteneva un liquore arcano che poteva riportare la pace nelle famiglie, per una modica somma infatti poteva aiutare quelle poveri ed infelici mogli desiderose di sbarazzarsi del marito per occuparsi completamente dell’amante.In quegli anni, siamo intorno al 1786, la medicina non aveva molte competenze e quindi quando i medici venivano chiamati al capezzale dello sfortunato marito di turno, che si contorceva fra dolori addominali atroci, agonizzante, non riuscivano ad accertarne le cause della morte. Puntualmente ogni volta che il toccasana andava a buon fine, la vecchia dell’ aceto si presentava in casa della novella vedova a riscuotere la parcella, si faceva il segno della croce ed esclamava: “U Signuri ci pozza arrifriscari l’armicedda” (Il Signore possa rinfrescargli l’anima) e se ne andava.Dell’aceto per pidocchi, la Bonanno fece un vero e proprio business della morte.All’improvviso nel quartiere palermitano della Zisa, cominciarono a verificarsi casi di morte molto misteriosi, e fu così per molto tempo, fino a che il sospetto di una madre per la morte improvvisa del figlio, e le affrettate nuove nozze della nuora, non innescarono  un meccanismo di vendetta. Fingendo di volere acquistare anche lei una dose d’ aceto, al momento della consegna, si presentò con quattro testimoni, cogliendo in flagrante la Bonanno.A questo punto ebbe fine la carriera della “vecchia dell’ aceto” che fu presa e rinchiusa in quello che a quei tempi era stato un luogo di detenzione per streghe, fattucchiere e eretiche, il carcere dello Steri. Qui fu processata e condannata per veneficio e stregoneria.Era il 30 luglio 1789, quando già di prima mattina i nobili mandavano le carrozze per riservarsi un posto in prima fila, per godersi il macabro spettacolo dell’impiccagione di una strega.Lo scenario era quello di Piazza degli Ottangoli (oggi i Quattro Canti) punto d’incrocio perfetto ed elegante, fra via Toledo (un tempo Cassaro oggi corso Vittorio Emanuele) e la via Maqueda, dove venivano appese le forche più alte della città e dove finì impiccata la “vecchia dell’ aceto”. E il fantasma della “vecchia dell’ aceto”, si dice, continua a errare in certe notti per quei quartieri e vicoli di Palermo a cui sembra sia rimasta affezionata.
_.-*Simboli*-._
Sono molti i simboli veri e propri che nel corso del tempo sono stati associati all'aceto. Vediamo i più conosciuti.

 Antico simbolo alchemico dell'aceto
  
                                              Antico simbolo raffigurante acido acetico o aceto di vino.


Segno spesso trovato su vasi greci attorno al 700 a.c., usato in certi tipi di cartografia come segno indicante il fondo della pietra sul bordo del fiume. Nei codici alchemici del diciassettesimo secolo divenne simbolo del distillato di vino, o aceto (nell'ideografia occidentale i quattro punti sono spesso simboli di acqua; qui assumono il significato di liquido condensato)

                                                                      Ideogramma cinese significante aceto.





_.-*Fonti*-._


Questo articolo non è a fini di lucro, bensì al solo scopo informativo. Tutte le fonti usate sono state citate, e l'autrice non avanza alcuna pretesa di diritto su di esse.
Detto questo, spero che nessuno mi venga a rompere le uova nel paniere.

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