venerdì 28 marzo 2014

L’Arte Per Iniziare


Premetto che avrei preferito sorvolare tutto ciò che riguarda le basi dell’Arte, dai Princìpi fondamentali, l’etica, le Leggi, agli Strumenti, il Cerchio, e cose di questo genere, ma visto che sono sempre le prime domande che mi vengono poste da neofiti e persone interessate, ho deciso di affrontare i vari argomenti in modo dettagliato per il livello del blog, e allo stesso tempo con un linguaggio comprensibile anche ai meno esperti, per poter ottenere un risultato che sia soddisfacente. Metterò anche tutto quello che può interessare i neofiti in un tag a parte, cosicché siano di facile accesso: si intitolerà “ArtePerIniziare”
Quindi, vediamo di darci da fare. Essendo un post introduttivo, qui affronteremo un’infarinatura di quella è l’Arte stessa.


Per prima cosa, fissiamo un punto basilare: Arte non è sinonimo di Wicca. La Wicca è una delle tante branchie dell’Arte, probabilmente la più famosa e facilmente accessibile, ma ciò non ne fa il fulcro, tantomeno l’origine. Una delle tante definizioni che è stata data all’Arte nel corso del tempo, che può venirci incontro nel cercare di delinearne il profilo, è Stregoneria. Personalmente uso questi due termini come equivalenti, tuttavia “Arte” è di gran lunga preferibile quando si parla di Stregoneria a chi non ne sa nulla, per le cattive reminiscenze legate a quest’ultima parola. Nel recente passato, troppo spesso la Stregoneria è stata collegata a tutto ciò che di macabro c’è a questo mondo. E qui arriviamo al secondo punto fondamentale: l’Arte non è adorazione del diavolo cristiano, né i suoi rituali si compongono di sacrifici di qualsiasi genere, animali o umani che siano, o di altre aberrazioni quali rapporti sessuali forzati, torture, lavaggio del cervello, sfruttamento di altre persone, o richiesta di denaro per qualsivoglia prestazione. Questo è solo un elenco di maldicenze sulla Stregoneria che poi sono state rese reali da personaggi che con l’Arte non hanno niente a che fare, e che non meriterebbero altro che la galera.
L’Arte è il filo rosso che da sempre collega la spiritualità umana alla Natura intorno a noi. Si, avete letto bene, la Natura: la terra, i sassi e le piante; il cielo, le nuvole e le stelle; la pioggia, i fiumi, i laghi e i mari. Quella Natura dalla quale proveniamo, che ogni momento di ogni giorni ci permette di esistere, e alla quale alla fine ritorniamo. Da sempre l’umanità ha riconosciuto l’innegabile valenza di questo nostro sacro collegamento alla Natura: la straordinarietà dell’evoluzione della vita dalle più semplici forme fino alla strabiliante complessità degli animali – umanità compresa; la meravigliosa armonia di tutti i cicli della Terra, dal ciclo della pioggia al ritmo delle maree, dagli innumerevoli climi ed ecosistemi rintracciabili al mondo alla fotosintesi delle piante che ci permette un’azione tanto indispensabile quanto sottovalutata come respirare, senza dimenticare le grandi potenzialità di ciascuna creatura di adattarsi ad ambienti diversi, di sopravvivere e socializzare con i suoi simili, di riprodursi.
Ma non solo, perché tutto ciò si amplia all’intero Universo: i grandiosi cicli dei sistemi solari, le portentose stelle, le stupefacenti nebulose e i misteriosi buchi neri.
Aderire all’Arte non significa altro che riconoscere la magnificenza della Natura in tutta la sua interezza – tutto il resto è secondario. Le credenze sulle Divinità, le ipotesi sulla provenienza della vita e su cosa succede dopo il suo disfacimento, i sistemi magici in cui alcuni di noi pongono fiducia, non sono altro che un sovrappiù, che fa parte di tutta quelle serie di cose di cui ognuno di noi va alla ricerca durante il suo percorso, esattamente come il nostro colore preferito, la ricetta che ci riesce meglio, il gusto di gelato che ci piace di più. Ciò chiaramente comporta che chiunque può aderire all’Arte. Si può trattare di qualcuno ateo, di qualche altro che crede nel Divino ma non gli dà nome, o ancora non sa che nome abbia, o di qualcun altro ancora che chiama il proprio principio Divino supremo “Grande Dio e Grande Dea”, o solo “Dio”, o ancora “Iside”, “Kalì”, “Odino”, “Zeus”, e chi più ne ha più ne metta. Si può trattare di qualcuno che è dell’idea che la nostra vita inizi alla nascita e finisca alla morte, oppure che provenga da qualcosa prima e che abbia qualcosa dopo, o ancora che se si comporta bene andrà in un bel posto e che se si comporta male dovrà patire del dispiacere. Si può trattare di una donna, di un uomo, di un ermafrodita o di un transessuale. Si può trattare di un omosessuale, di un bisessuale o di un eterosessuale. Si può trattare di un bianco, di un nero, di un rosso o di un giallo. Si può trattare di qualcuno del nord, di qualcuno del sud, dell’est o dell’ovest. Si può trattare di uno di destra, di uno di centro o di uno di sinistra. Si può trattare di un ricco o di un povero, di un alto o di un basso, di uno che ha tanti capelli o di uno che è pelato, di uno che preferisce i Beatles o di uno che preferisce i Rolling Stones. Chiunque può aderire all’Arte, perché essa non prevede l’esistenza di una categoria di cose “giuste” e una di cose “sbagliate”, dunque nessuno potrà mai dire ad alcuno chi è “giusto” per l’Arte e chi è “sbagliato”. Le cose che ci rendono unici convivono con il fatto che siamo tutti simili: in qualche modo tutti respiriamo, tutti abbiamo un cuore che batte, tutti abbiamo bisogno di nutrirci per vivere, tutti discendiamo da qualcuno e tutti un giorno o l’altro cessiamo di esistere.
Definire l’Arte una religione non sarebbe del tutto corretto, poiché si tratta di un concetto che di per sé trascende la religione; infatti, come forse avrete notato, non ho usato per niente la parola “fede”, perché l’Arte di per sé non consiste nel “credere” nel senso stretto riservato alla religione. Vediamo un esempio semplice. Il peperoncino è piccante: è un dato di fatto. Tempo fa questo era imputato a misteriose proprietà occulte di questo frutto, oggi la scienza ci ha spiegato che è dovuto ad un particolare processo chimico. Ma il dato di fatto che il peperoncino sia piccante non è cambiato. E ancora, il dì si alterna alla notte: anche questo è un dato di fatto. Nel corso del tempo a questo processo si sono date le spiegazioni più assurde, oggi finalmente sappiamo con precisione come ciò avviene. E, di nuovo, il dato di fatto che il dì si alterna alla notte non è cambiato. Potremmo andare avanti, ma spero sia chiaro quello che volevo far intendere. L’Arte non è credere ciecamente in una misteriosa entità invisibile che può fare tutto quello che vuole e di cui non si può provare per certo l’esistenza. Come ho detto sopra, non significa altro che riconoscere la magnificenza della Natura in tutta la sua interezza. Non vi è niente di cieco in questo: la terra ce l’abbiamo sotto i piedi, l’aria ci sta gonfiando i polmoni;  quello che mangiamo, quello che usiamo, quello che costruiamo non ne sono altro che i frutti.
Poi certo vi sono anche tutta una serie di sistemi di credenze a cui ciascuno di noi si affida ma, come accennato sopra, si tratta di cose secondarie. Purtroppo nel corso del tempo queste convinzioni personali hanno dato adito alle tragedie più immani – ma per fortuna anche alle azioni più eroiche. Vi sono stati periodi storici in cui, in certe culture, si sono verificati sacrifici animali nei confronti delle Divinità; questo è un discorso complesso, mi basti dire che è troppo facile giudicare senza conoscere. Non dico che sia giustificabile, ma se si studiasse di più e si aprisse meno la bocca per il solo dar aria ai denti saremmo in grado di comprendere molte più cose. Alcune civiltà tutt’oggi sacrificano un certo animale per propiziare la benevolenza degli Dei, e poi lo cucinano e lo condividono in un banchetto con amici e parenti. Non sempre le cose sono così tremendamente cruente come appaiono. Presso alcuni popoli esisteva anche la pratica del sacrificio umano, che è una cosa aberrante e ingiustificabile si – ma posso esprimere un parere? Lasciar morire un bambino di fame o un senzatetto di freddo non è altrettanto ignobile? Sostenere l’uso di armi e la diffusioni di sostanze mortali come l’alcol e le sigarette è forse meno condannabile? E vogliamo parlare della discriminazione di una persona per il colore della pelle, per il paese di provenienza, per l’orientamento politico o sessuale? Di atti quali lo stupro e la tortura, che in alcuni luoghi sono tutelati dalla legge?
Altra cosa che voglio sia ben chiara è che l’adorazione del diavolo cristiano e la pratica dell’Arte non c’entrano assolutamente niente l’una con l’altra. Parlo in prima persona perché più volte mi sono state mosse accuse di questo genere. Coloro che praticano l’Arte non credono nel diavolo cristiano, di conseguenza non sentono alcun tipo di obbligo nei suoi confronti. Io, da Strega, adoro il diavolo cristiano tanto quanto un leone può sentire il bisogno di mangiare un’insalatina. Perché mai dovrei prostrami di fronte ad un’immagine in cui non credo?
Altro punto cruciale, oggi come oggi non passa giorno che non si senta di qualche furbetto che ha cercato di estorcere denaro a qualche povero ingenuo in cambio di cure miracolose o prodigiose previsioni – discorso che vale per tutto ciò che di peggio è stato associato all’Arte. Coloro che vi aderiscono, riconoscendo divina tutta la Natura, ritengono che ogni sua emanazione sia sacra: dalle piante, agli animali, a tutti i nostri simili “umani”, facciamo tutti parte della Natura, perciò in tutti noi vi è del Divino. Di conseguenza, nessuna Strega degna di questo nome pretenderà alcunché in cambio della sua assistenza. Si ricordi, però, tutto ciò nei limiti del possibile. C’è chi chiede un compenso simbolico, un dono che attesti l’interscambio avvenuto, che può essere un cesto di frutta, qualcosa di preparato in casa come una confettura o una bella torta, solo molto raramente entra in campo il denaro, per esempio quei casi in cui la Strega per prima ha dovuto sostenere una spesa, può richiedere una sorta di rimborso. C’è da sottolineare anche che nessuna Strega di qualsiasi sorta vi chiederà mai prestazioni in natura o rapporti sessuali di sorta in cambio del proprio aiuto, non sta né in cielo né in terra; si tratta di una sfera assolutamente intima e riservata che nessuno dovrebbe mai permettersi di violare.
Ultimo di questa introduzione, ma non meno importante: le Streghe non girano per le strade distribuendo opuscoli, suonando i vostri campanelli, o ricorrendo a qualsiasi altro espediente per tentare di convertirvi. L’Arte è qualcosa di libero e tanto profondo da essere intoccabile; in secondo luogo, ma non meno importante, così come ci portiamo rispetto gli uni con gli altri nei vari modi descritti sopra, la libertà religiosa ne è una diretta conseguenza.
Questo ritengo sia più o meno quello che bisogna sapere riguardo all’Arte, non solo se stiamo percorrendo il suo sentiero, bensì a livello di semplice consapevolezza :)


Nessun commento:

Posta un commento

Desclamier!

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001.
Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.
L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...