mercoledì 25 giugno 2014

Hamsa


La mano con l’occhio al centro è il simbolo della relazione emotiva fra l’uomo e il mondo. Una relazione che viene circoscritta prima dall’azione e ancor più limitata dalla ragione.
L’Hamsa, noto anche come, per gli ebrei, “Mano di Miriam” o, per i musulmani, “Mano di Fatima” o “Khamsa” (dall’arabo  ﺧﻤﺴـة‎, il numero "cinque"), è un simbolo popolare di molte religioni e di origini molto antiche. Si tratta del famoso amuleto, a forma di palmo aperto ritenuto potente protezione contro tutti i tipi di negatività un po’ in tutto il mondo.
Per gli ebrei si tratta del "Yad Ha'Chamesh" (La mano dei cinque) o  della “Mano di Miriam”, sorella di Mosè ed Aronne, considerata una traslazione della Vergine Maria. Cinque (“hamesh” in ebraico) sono i libri della Torah; la quinta lettera dell'alfabeto è “He”, uno dei nomi di Dio. E’ un popolare oggetto decorativo, spesso iscritto di preghiere come la Shemà, la Birkat HaBayit (Benedizione della casa) o la Tefilat HaDerech (Preghiera del viaggiatore).
Nell’Islam assume la connotazione di “Mano di Fatima”, figlia di Maometto, a cui sono stati riconosciuti molti miracoli, tra cui far piovere nel deserto e far sbocciare i fiori grazie alla potenza della sua preghiera.
La leggenda racconta che una sera Fatima stava preparando la cena, quando vide rientrare il marito [Al’, nipote del padre], di cui era perdutamente innamorata, con una concubina. Profondamente amareggiata dall'arrivo di questa donna, Fatima non si accorse di aver lasciato cadere il cucchiaio di legno con cui stava cuocendo il semolino e continuò a mescolare la cena con la mano, senza sentire dolore fisico, poiché la pena che provava nel cuore era talmente forte da non farle sentire il bruciore alla mano. Quando il marito arrivò in cucina, trovandola in quello stato, le chiese cosa stesse facendo e, solo in quel momento, lei si riscosse, accorgendosi della bruciatura e del forte dolore alla mano. Ali si prese cura di lei, ma poi le disse che avrebbe passato la notte con la nuova sposa.
Fatima accettò la volontà del marito, ma quando egli si recò nella camera con la concubina, lei li osservò di nascosto da una fessura tra le assi di legno della parete della camera. Si dice che quando vide Ali baciare la nuova moglie, una lacrima uscì dagli occhi di Fatima, per andarsi ad appoggiare sulla spalla di Ali, facendogli capire l'amore che provava per lui e convincendolo a rinunciare alla nuova concubina.
cit http://www.ethnos.biz/gioielli-etnici/simboli_fatimaO.htm

Da questa leggenda è nata la credenza secondo la quale portare la Mano di Fatima come amuleto porta in dono la virtù della pazienza, che a sua volta porterà gioia e fortuna. Più in generale per i credenti musulmani si tratta di un simbolo di serietà e autocontrollo, oltre che un infallibile protezione contro il malocchio – quando le punte delle dita sono rivolte verso l’alto. Spesso è decorato al centro con l’occhio di Allah, il cui compito è vegliare i fedeli.
Anche in questo caso si ricollega al numero cinque, come cinque sono i pilastri dell’Islam (per i Sunniti) o gli “uomini con il turbante”, cinque figure inviate direttamente dal profeta (per gli Sciiti).
In età moderna l’immagine si è evoluta in una indicazione degli spazi adibiti alle donne. E qui vediamo la vera natura che ha assunto l’Hamsa di questi tempi.
Ma procediamo un passo per volta.
La Mano con l’Occhio al centro è un noto amuleto di protezione contro le influenze negative. Per tradizione si trova negli ingressi delle case, scolpito sui battenti delle porte, ma può essere portato anche addosso. Dovrebbe essere forgiato in argento (il metallo del profeta) e si distingue in due forme leggermente diverse: con le dita tutte attaccate o leggermente distanziate. I simboli che vi si trovano possono variare a seconda della provenienza e da ciò da cui si vuole proteggere, anche se il più usato è sicuramente l’occhio di Allah, una pietra blu o azzurrina; talvolta lo si trova a forma di goccia, la lacrima sacra di Fatima per il marito. Ne esistono anche versioni stilizzate che spesso sfuggono ad una prima occhiata; lo si trova rappresentato con un cerchio in corrispondenza di ogni dito e un cerchio più grande per il palmo.
La mano aperta atta a fermare il pericolo è un simbolo apotropaico considerato uno dei più antichi della storia umana. E’ davvero molto suggestivo, lo si può ricollegare ad Algiz, la runa protettiva per antonomasia, la cui forma richiama a sua volta quella della mano aperta tesa verso l’alto, o di un uomo con le braccia verso il cielo che invoca la protezione Divina. Nella città neolitica di Catalhuyuk, la seconda più antica città al mondo (Turchia) è stato ritrovato un affresco datato circa 6100 a.C. le cui decorazioni sono file e file di mani con l'occhio. Successivamente, come sempre è accaduto, il simbolo è passato alle culture monoteistiche, che ne hanno modificato e adattato il significato. Con ogni probabilità il suo significato originale doveva essere quello di vivere la Divinità con tutta l’anima, con tutti e cinque i sensi.
Il suo significato reale è: “Palpare equivale a vedere; vedere è palpare”.Si tratta di un significato noto a tutti coloro che praticano quel tipo di relazioni fra sé e il mondo che coinvolge la loro struttura emotiva in relazioni empatiche che la ragione non è in grado di descrivere.La ricerca scientifica relativa ai neuroni, alla formazione del cervello e alla struttura dei collegamenti nervosi è in grado di darci delle spiegazioni che un tempo erano legate ad esperienze “misteriose”.La scienza ci dice alcune cose che vale la pena di elencare:1) La capacità di percezione del cervello e la sua elaborazione si affina e si specializza in base alle azioni che facciamo e agli intenti che esprimiamo. La qualità delle azioni che mettiamo in essere nel mondo agisce modificando la percezione del mondo nella direzione stimolata dalle nostre azioni.2) La struttura neuronale che trasforma la percezione della vista in immagini visive e che, nell’ultima fase dell’evoluzione, è diventata l’elemento centrale della percezione umana, si è sovrapposta alla percezione tattile. In sostanza, la struttura neuronale che ci lega alla vista è un “sottoprodotto” di una struttura più ampia che ci permette di descrivere il mondo mediante il tatto.3) La struttura neuronale che ci permette di percepire mediante il tatto e di costruire una forma del mondo in cui viviamo è legata a doppio filo alla sfera sessuale dell’individuo e alla sua struttura emotiva. In sostanza, la struttura neuronale che percepisce ed elabora il mondo mediante il tatto è, a sua volta, un sottoprodotto della struttura empatico-emotiva con la quale ci leghiamo al mondo in cui viviamo ed è una struttura di percezione del mondo antica negli Esseri della Natura fin da quando nuotavano come Esseri Unicellulari nel brodo primordiale della vita.4) Esiste una particolare struttura nervosa, dedicata al piacere, che lega la struttura emotiva del cervello antico alla pelle, tatto, e che si dirama sulle guance e nelle braccia (particolarmente sensibile sulla parte interna delle braccia fra gomito e polso) con delle terminazioni nella parte centrale del palmo delle mani. Sono parti del corpo impiegate nelle relazioni amorose in quanto concorrono a costruire la relazione empatica col partner durante il rapporto sessuale. Struttura empatica, tatto e vista, concorrono a stimolare l’individuo nella ricerca di relazione profonde fra sé e il mondo in cui vive.
cit http://www.stregoneriapagana.it/significatosimbolomanoconocchio.html

In realtà la Mano con l’Occhio è un simbolo sciamanico di visione, coscienza.
Dove le divinità monoteistiche hanno “creato” con il solo uso della parola, prima lo facevano
nell’unico modo in cui si può procreare, con l’atto sessuale. Di conseguenza vivere il Divino non si limita alla parola, ma comprende prima di tutto l’emozione. Non è forse vero che, come spesso si sente dire, una formula rituale non vale niente se non vi è una forte volontà alla base?
Troviamo il perfetto esempio della trasformazione di questo concetto nell’Hamsa: oggi sta per sottomissione e timore, mentre la sua intenzione è quella di portare un intimo messaggio di amore e condivisione.
Come non è mai esistito Mosè, così non è mai esistita la sua ipotetica sorella Mirian e non è mai esistito il suo ipotetico fratello Aronne. Si tratta di un’invenzione favolistica mirante a spiegare un simbolo così comune e tanto estraneo all’odio per la vita manifestato dalla religione degli ebrei. Il fatto che le cinque dita della mano corrispondano ai cinque libri del pentateuco scritti nel 600 a.c. appare una coincidenza, come una coincidenza è l’analogia con i cinque pilastri dell’islam. Queste analogie appaiono delle forzature interpretative espresse in maniera strumentale per legittimare l’ideale della sottomissione proprio dell’ebraismo e dell’islam, come l’analogia con “occhio di Allah” o con la quinta lettera dell’alfabeto ebraico “Heh” che, secondo gli ebrei, rappresenterebbe uno dei nomi del loro dio. Per i musulmani il simbolo diventa la "manina di Fatima" la moglie devota di Maometto e, per i musulmani, indica la devozione e la sottomissione della donna.
Come in tutte le rappresentazioni simboliche, le religioni monoteiste trasformano un simbolo di libertà dell’uomo nella costruzione delle sue relazioni nel mondo e nella vita con un simbolo di odio, separazione e sottomissione al loro dio padrone e alla sua morale. Come quando la mano con l’occhio viene usata nell’islam per indicare la separazione dei settori femminili dal resto della casa.
cit http://www.stregoneriapagana.it/significatosimbolomanoconocchio.html

L’originale significato della Mano con l’Occhio è la relazione emotiva tra l’individuo e la Divinità.  Recuperandolo, come siamo riusciti a fare con tanti altri meravigliosi simboli dei nostri antenati, possiamo tentare di restaurare quella arcana conoscenza perduta che ci riporta direttamente agli Dei.

Fonti
Stregoneriapagana.it
DonnaBijoux.it
Antrodellamagia.forumfree.it
wikipedia

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