mercoledì 22 luglio 2015

Lo Spirito Custode della Casa

Da tempo avevo per la testa di stendere questo genere di post, ma a lungo non sono riuscita a trovare il momento giusto, in quanto mi avrebbe richiesto qualche ricerca e una buona dose di concentrazione. Finalmente, eccoci qui.
Dunque, cominciamo dall’inizio. Ho voluto dedicare un post allo Spirito Protettore della Casa per tre motivi principali. Il primo, che riguarda me sola. Il secondo, che spesso sento di gente a cui accadono in casa cose assurde a cui non sanno dare spiegazione. Il terzo, che nell’ambito della stregoneria moderna non esistono post esaurienti (o quantomeno utili) sull’argomento. E questi due punti alimentano un circolo vizioso di superstizioni deleterie che creano ancora più disagio. Mi è stato chiesto più di una volta, sia da neofiti che da profani, rituali per l’allontanamento di fantomatiche entità malvage ossessionate dai nuovi proprietari (vedi paranormal activity e co) o tutti i modi possibili per sciogliere possibili fatture e maledizioni che affliggerebbero le povere vittime.
Niente contro chi, con questi problemi, ci ha avuto a che fare per davvero, ma tante volte la risposta è molto più semplice e banale.

La storia, la leggenda
In tema pagano, quando si parla di spiriti tutelari della casa, di sicuro la prima cosa a cui si pensa sono i romano-etruschi Lari – come suggerisce la parola stessa, derivante dal latino “lar(es)”, che sta per “focolare”. Ho visto chi chiamava in causa anche i “Geni”, i “Numen”, i “Penati”. Da quello che ho potuto constatare, però, c’è bisogno di fare un bel chiarimento su tutte queste entità.
Per quanto riguarda i “Geni”, i pareri possono essere discordanti, perché in questa categoria possono rientrare un gran numero di spiriti. O meglio, la parola “genio” (o “genius”) è molto generica, tutti i tipi di spiriti custodi e protettori possono essere identificati.
Per tutti coloro che non lo sanno, “Numen” è un termine generico con cui si indica la potenza divina. Non è il nome di una Divinità, né di uno Spirito o di altro.
I “Penati” (dal latino “penus”, “tutto quello di cui gli uomini si nutrono”) erano, per gli antichi romani, custodi spirituali di una famiglia e della sua casa. Li si riteneva residenti nel “penitus”, la parte più interna della casa, dov’era tenuto il cibo; venivano celebrati con offerte e sacrifici, anche quotidiani, ed erano tramandati in eredità da una generazione all’altra. Vi erano anche Penati pubblici, ai quali i consoli prestavano giuramento salendo alla loro carica. La funzione di questi Spiriti è equivalente a quella della Dea Vesta, a cui sono connessi.
Questi non vanno confusi con i Lari Famigliari (lares familiares), i quali sono invece gli spiriti degli antenati defunti di una famiglia, i quali presidiavano il buon andamento suo e delle sue proprietà. Possiamo vedere quindi una distinzione tra i due tipi: mentre il primo è più legato al luogo che alle persone, per il secondo vale il contrario.
A titolo informativo è giusto precisare che vi erano anche un culto pubblico dei Lari (lares pubblici): i Lares Compitales, Lari degli incroci stradali; Lares Permarini, protettori della navigazione; Lares Praestites, di solito accompagnati da un cane, custodi dei confini della città;  e i Lares Augusti, i Lari della famiglia imperiale che, in quanto protettori dell'Imperatore, erano ritenute divinità benefiche anche in tutto l'impero.
Comunemente si ritiene che la credenza dei Lari sia nata in concomitanza alla necessità di proteggere le prime proprietà, e vi si connette il mito di Romolo e Remo.



Nel resto d’Italia…
Abbiamo parlato de ‘la maggica’ (vi prego, concedetemi licenza), ma in tutta Italia vi sono credenze in merito. In giro per il nostro Paese possiamo trovare il Lauru salentino, la Guria (o Scazzamuriello) pugliese, O’ munaciello napoletano, la Sosana bergamasca, il  Barababen bolognese, e tanti altri, tutti spiriti di dubbia entità, custodi delle case o comunque vicini alle proprietà umane, che non sono mai né buoni né cattivi, spesso piuttosto volubili, a cui sono connesse un’infinità di superstizioni e credenze che noi gente di città abbiamo dimenticato, ma che di sicuro sono ancora molto vive nel nostro folklore.
Viveva una volta un re che aveva una figlia molto bella. Era tanto splendida che sembrava avesse un raggio di sole per capelli, tanto era bionda e luminosa, e due stelle per occhi. Si chiamava Agata.
Un giovane principe, bello e valoroso, l’amava immensamente ed era ricambiato dalla giovine. Si chiamava Rolando ed era l’ultimo figlio di un re cattivo che, essendo molto ormai vecchio, aveva deciso di lasciare il suo intero regno e tutte le fortune al primogenito Giovanni.
Giovanni decise di prender in moglie, ignorando l’amore del fratello, la bellissima principessa Agata. Figurarsi se da parte della famiglia della sposa potevano rifiutare una tale offerta. Non valsero né i pianti della poveretta né l’intercessione degli amici del re e così si celebrarono le nozze.
Mancò poco che Rolando morisse dal dolore e perciò non volle prender parte alla festa delle nozze. Egli si rinchiuse nella sua piccola stanza in preda alla disperazione e, mentre si teneva stretta la testa fra le mani, udì una fievole voce che gli domandava: “Perché piangi?”
Il giovane si levò spaventato il giovane e guardando in fondo alla stanza, sentì nuovamente la voce che gli diceva: “Non temere io sono il Lauru e son venuto per aiutarti. Raccontami le tue pene e fidati di me.”
Rassicurato il giovane, e aperta l’anima alla speranza, raccontò nel pianto la dolorosa storia del suo amore. Il Lauru ascoltò tutto e mentre stava per andare via disse: “Tieni segreta questa mia visita e stai allegro perché io allevierò le tue pene e ti farò sposare la principessa!”.
Intanto la festa nuziale era finita a tarda notte e gli sposi si erano ritirati nella camera nuziale. Un ricco padiglione di finissimo broccato, retto da braccia d’oro tempestate di gemme, gettava una dolce penombra sul candido letto. La sposa era triste e non parlava e lo sposo, credendo fosse timidezza naturale di una vergine che si appresta a donarsi al marito, non si preoccupò anzi, si mostrava felice. Appena però i due sposi si coricarono, il Lauru saltò sul seno di Agata. Questa diventò nera come il carbone e cominciò a lamentarsi. Lo sposo spaventato per la condizione della principessa corse a chiamare medici e parenti. Tutte le cure furono vane e Agata continuava a languire.
Il vecchio re, allora, inorridito dalla sventura sopravvenuta alla figlia, chiamò intorno a sé i migliori scienziati del mondo per consultarli circa il malore che affliggeva la principessa. Sapete che cosa risposero gli scienziati? Il male della principessa è il marito. Il povero Giovanni, allora, fu preso a tradimento di notte e buttato in un oscuro carcere del castello dove, dopo poco tempo, quasi misteriosamente morì. Dopo un anno da questo tragico evento, la principessa Agata era completamente guarita da ogni male. Ora appariva ancor più bella e sana ed essendo giovane, chiese al padre di avere un secondo marito. Egli acconsentì e Agata sposò l’amato Rolando.
Fonte culturasalentina.wordpress.com

Ho sorriso e taciuto ai racconti delle esperienze di colleghi di lavoro – spesso e volentieri del sud – sugli spiritelli che coabitano con noi nelle nostre case. E mi è anche capitato di leggere di colleghe streghe, più o meno neofite, che hanno sempre istintivamente lavorato con lo spirito custode della casa senza magari rendersene conto, anche con la semplice percezione o il salutare ad alta voce la casa vuota quando si entra.

…e nel mondo
Ma parlare solo del nostro Paese è riduttivo, perché in tutto il mondo vi sono credenze in merito a spiriti, spiritelli e Dei casalinghi. Tralasciando questi ultimi, non serve andare lontano per trovare esempi conosciuti ancora oggi. In Scozia e in Inghilterra vi sono i Brownie (no, non i biscotti), detti anche urisk, o brùnaidh, ùruisg, o ancora gruagach. Ci sono gli svedesi Tomte (chiamati anche nisse, o tomtenisse, tuftekall, o tomtegubbe, o anche haugebonde), i Trasgu spagnoli, i Lutin francesi, i Kobold tedeschi, i Domovoi slavi, i Khatnik biellorussi, i Chowaniec polacchi, i Rarasek cechi; e basta un breve sguardo ad oriente per trovare i Gasin coreani, i Kitsune giapponesi, e chi più ne ha più ne metta.
Le descrizioni di questi spiritelli variano dalle più fantasiose, c’è chi li assimila a folletti, a nani, spesso dall’aspetto assurdo e dagli abiti ridicoli, burloni e che si offendono con poco, ma se trattate con riguardo possono essere di grande aiuto nei piccoli e grandi dilemmi quotidiani.




Identificarlo
Quindi, come si entra in contatto con lo spirito, che in modo generico per accontentare tutti definirò “Custode della Casa”? Spesso è tutt’altro che difficile. A chi non è capitato, almeno una volta, di perdere qualcosa che si era sicuri di aver lasciato in un posto, si a cercato allo sfinimento, e alla fine lo si ha trovato da tutt’altra parte – o magari proprio dove l’avevamo messo ma fino ad un momento prima non c’era. Ebbene, princìpi di Alzheimer a parte, quasi mai si tratta di coincidenze. E questi sono gli esempi più comuni. Come accennavo all’inizio, sono continue le richieste di aiuto da parte di persone che, trasferitesi in una casa nuova, sono subissate di eventi incredibili, a volte anche pericolosi. Si va dagli schiocchi che sembrano provenire dalle pareti e dai mobili, a colpi sui vetri, a oggetti che si rompono, problemi di elettricità, di tubi che perdono, a cose che cadono (anche addosso a noi). Ora, badate bene, non fraintendetemi. Non voglio dire che ogni volta che il vostro gatto sembra stia guardando nel vuoto qualcosa di estremamente interessante, significa che lì ci sia uno spirito. O, men che meno, che ogni cosa succeda in casa sia connessa al suo Spirito Custode. Però, ecco… quasi.
Mi spiego meglio. Lo Spirito Custode ha una grande influenza su tutto ciò che avviene in casa. Avete presente quando un elettrodomestico non funziona, chiamate il tecnico, e quando arriva tutto va alla perfezione? E poi appena quello se ne va, di nuovo il guasto. Ecco, in quel caso domandatevi se per caso qualcuno non vi stia prendendo per i fondelli. O non voglia la vostra attenzione.

Farne la conoscenza
Il processo di conoscenza con lo spirito custode andrebbe iniziato nel momento in cui ci si trasferisce in una casa nuova. Ma questo non per tutti è possibile, perciò ne parleremo più avanti. Se avete già una base di lavoro con gli Spiriti, il lavoro con quello Custode della Casa non vi presenterà particolari problemi. Tenete conto che, come ogni Spirito, ha un suo carattere, che non sarà necessariamente socievole. Siate pazienti.

E se non si ha esperienza?
Questa parte è dedicata a chi con gli Spiriti, invece, non ci ha mai lavorato, o a chi comunque vuole delle dritte per iniziare. La prima cosa da fare, in questo caso come in altri, e che comunque non fa mai male, è una bella purificazione completa della casa. Poi prendete il vostro diario, o Libro Specchio se preferite, o qualsiasi cosa usiate per tenere i vostri appunti dell’Arte, e mettetevi in un angolino a riflettere. Fate un riepilogo di tutte le cose più o meno insolite che vi sono capitate nella casa in cui abitate, da quando vi siete trasferiti o da quando ne avete memoria. Per “insolito” intendo tutto ciò che è fuori dall’ordinario, anche se può avere una spiegazione logica, ma vi fa pensare «Strano, però.». Faccio qualche esempio. Eravate convinti di aver lasciato le chiavi vicino all’ingresso, ma le avete trovate in camera. Magari le avevate solo spostate e ve lo siete scordato. Strano, però. Rumori che non vi spiegate da dove possano venire. I must sono: cose che spariscono ripetutamente, oggetti elettrici o elettronici che presentano malfunzionamenti e, sempre e soprattutto, le vostre sensazioni.
Insomma, fatevi un bel reportage. E chiunque, anche i più scettici, ne troveranno di cose.
Ora, riflettete alle implicazioni che potrebbe comportare la realizzazione che ogni singolo fatto possa essere legato allo Spirito Custode. Quella volta che quel quadro è caduto un attimo prima o un attimo dopo che ci stavate passando vicino. Quando quel vetro è scoppiato e grazie al cielo nessuno si è fatto male. Quando non trovavate quel cavolo di coso, ma nel cercarlo avete scovato qualcos’altro. Quando quel dannato aggeggio non funzionava e vi ci siete messi per capire cos’aveva che non andava.
Questo, di solito, nelle situazioni nella norma. Perché c’è anche a chi è andata peggio, magari il quadro gli è caduto sul serio addosso, e il vetro gli ha tagliato un polpaccio.
E se ciò avesse un significato in più? Se fossero tutti messaggi per voi?



Nella buona e nella cattiva sorte
Tenete bene a mente non sto tentando di convertire nessuno. Non voglio indurre alcun chi a pregare gli stessi ““amici immaginari”” a cui mi rivolgo io. Però, oggi come oggi, penso che la maggior parte di noi sia pronta ad accettare il seguente dato di fatto. I più di noi, spesso, non si rendono conto, o non vogliono accettare, che condividiamo la nostra realtà con entità che non conosciamo, o che non possiamo (o non riusciamo) a comprendere fino in fondo. E lo Spirito Custode della nostra Casa è uno di questi (tanti).
E’ necessario rivolgerci a lui come ci rivolgeremmo ad un Deva, o ad un qualsiasi Genius, con rispetto, umiltà, e consapevolezza della nostra ignoranza.
Se prima di procedere vogliamo qualche segno, chiediamoglielo. Parlategli a voce alta, senza sentirvi stupidi. Però attenzione a quello che chiedete. Se vi è già successo di esservi fatti del male, meglio evitare provocarlo. Come tutti gli altri Spiriti, non è detto che gli stiate simpatici. O che voglia di entrare in contatto con voi. Alcuni hanno un sano ribrezzo nei confronti degli umani (presente le famose “case infestate”?) – o anche solo di quelli che la occupano al momento – altri non hanno semplicemente alcuna voglia di darvi corda. Non sentitevi dei falliti se non otterrete risultati sul breve termine.
In buona parte dei casi, però, probabilmente accadrà qualcosa. Anche se vi apparirà come una scocciatura (es. si rompe il tostapane, e simili) non  prendetela male. E’ pur sempre un segno.
Non è raro che l’exploit sia forte, del genere scaffali che vi cadono addosso. Potete considerarlo un segno deciso.
Se avvertite cose come voci, schiocchi, o se cominciano ad accadere avvenimenti inquietanti del genere, cercate di mantenere la calma. Può sembrare facile a dirsi, ma la chiave è non avere paura. Prendete atto della compagnia, e procedete col da farsi.
Voi come vi sentireste se sapeste che qualcuno vi abita dentro?

Aggiungi un posto a tavola
Sono dell’idea che lo Spirito Custode vada onorato, comunque e in ogni caso. La sua compagnia può arricchirci, e il suo aiuto può essere d’oro. Se poi si tratta di uno di quelli che scherza pesante, abbiamo un motivo in più: farcelo amico.
Partiamo con una bella Divinazione, per cercare di scoprire le sue preferenze. Essenze, colori, simboli. Poi creiamo un feticcio per rappresentarlo, da tenere sull’Altare.
Per “feticcio” intendo un oggetto che rappresenti lo Spirito, ed eventualmente possa contenerlo in rituali specifici (non mi dilungo in questa sede perché sennò ne esce un’enciclopedia).
Può essere un oggetto di qualsiasi tipo: una statuetta, un ciondolo, una pietra, quello che ad istinto sentite più adeguato. Personalmente ne ho due: uno che resta sull’Altare fisso, e un altro che sposto quando eseguo rituali per lo Spirito. Li ho creati entrambi io.
Di tanto in tanto fategli delle offerte. L’ideale sarebbe stabilire un giorno in cui dedicargli offerte e preghiere.

Teamwork
Essendo a conoscenza della sua presenza, onorandolo, ed essendogli grati, vi renderete conto che le cose cambieranno. Non parlo solo per esperienza personale, mi sono stati raccontati vari episodi. C’è stato chi si rigirava nel letto la notte, incapace di addormentarsi; si è alzato con urgenza, istintivamente, è andato verso la porta e l’ha trovata aperta. Ho sentito più di una persona che, avendo perso qualcosa, invece che cercarla, ha chiesto gentilmente allo Spirito un aiuto per ritrovarlo; si è messo a fare altre faccende, e l’oggetto in questione è saltato fuori.
Potrei andare avanti a lungo, ma la morale è stessa. Ogni tipo di rapporto riuscirete a sviluppare con lo Spirito Custode della vostra Casa, sarà unico e speciale, saprà arricchirvi e insegnarvi molto.

Parentesi filosofica
Dedicata a chi ha un po’ più tempo da perdere.
Come avviene la “nascita” di uno Spirito Custode di una casa? Esso giunge alla costruzione, o è richiamato? Mi sono interrogata parecchio su questa questione, e ammetto di non aver ancora raggiunto una risposta che mi soddisfi. Come abbiamo visto prima, alcune tradizioni ritengono che lo Spirito sia in qualche modo legato alla famiglia, di conseguenza lo segue ove questa si sposta. Per altre, invece, specialmente quelle estere, questi Spiriti sarebbero originariamente legati al luogo, a quel lembo di terra in sé, su cui viene poi costruita la casa. Come a dire, il Genius Loci che per forze di causa maggiore adotta anche i mostriciattoli che lo invadono. Però vi sono anche tradizioni, soprattutto quelle di forte stampo stregonesco, per le quali lo Spirito va richiamato perché esso diventi Custode del luogo.
Insomma, è un affare ingarbugliato. Voi cosa ne pensate?



Come sempre, vi ringrazio di avermi letto, e vi auguro che le mie informazioni possano esservi di aiuto.
Benedizioni!


Fonti
Wikipedia
Abarletta
Culturasalentina
Napolitoday
The free dictionary
Bryonia

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