giovedì 13 agosto 2015

Lavorare con le Pietre

Conoscere e saper usare le pietre è una delle tante competenze delle Streghe. Si possono leggere libri su libri, tuttavia, come sempre, niente è meglio della propria esperienza diretta. Imparare dalle Pietre può essere un percorso interessante e costruttivo, ma è necessario essere preparati.
Ogni pietra ha le sue proprietà, per lo più generiche, come quelle che possiamo trovare sui libri. Molto spesso, però hanno aspetti specifici che tendono ad attivarsi a seconda di chi le porta. Lo scopo del lavoro con le pietre è proprio quello di imparare a sfruttare quelle che ci possono aiutare, per gli effetti che hanno, a seconda delle situazioni che ci troviamo ad affrontare. Per riuscire a comprendere ciò, è necessario portarle addosso e provare sulla propria pelle. Tenete presente, però, che non tutte le pietre si addicono a tutti. Se avete già un minimo di esperienza in merito, vi sarà capitato di avere difficoltà ad usare una certa pietra. Oppure, se non avete avuto occasione, per farvi un’idea provate a pensare alle comuni allergie. Portare pietre che non si addicono a noi può avere effetti anche spiacevoli, come fastidi fisici o psicologici. Perciò quando si inizia un lavoro con le pietre bisogna prestare particolarmente attenzione, e, come sempre, affidarsi soprattutto all’istinto. Se ci sentiamo diversi (in senso negativo), meglio sospendere il lavoro.
Ma andiamo per ordine.



L’acquisto
Oggi come oggi l’accesso ai cristalli è semplice. Si trovano negozi, bancarelle, fior fiore di siti specializzati. Io consiglio sempre di trovarsi un rivenditore di fiducia che conosca la propria merce. Possibilmente, un posto dove possiate vedere le pietre con i vostri occhi e toccarle con le vostre mani per poterle scegliere. Vuoi perché c’è chi dice che è la pietra che sceglie il proprietario e non viceversa, vuoi perché così è sempre più bello.
Per chi è agli inizi, se avete dei dubbi, cominciate con i quarzi (ialino, citrino, ametrino): a mio avviso tra tutte le pietre sono più facili da portare e da curare.

La purificazione
Più che necessaria, qualsiasi sia la funzione per cui avete acquistato il cristallo, anche se come semplice soprammobile.
Non c’è un metodo generale, poiché a seconda della pietra, un trattamento rispetto ad un altro potrebbe rovinarla. Se si tratta di quarzi, si può procedere un po’ con tutti i metodi. Per le pietre a base di ferro, vanno evitate l’acqua e la terra. Le calciti e simili tendono a rovinarsi con la sabbia. Purtroppo in questo ambito va molto ad esperienza. O meglio, a scienza.
Per evitare di rovinare le vostre pietre, prima di procedere fate qualche ricerca. In alternativa, per non rischiare, passatele tra i fumi dell’incenso o lasciatele alla luce degli astri.

La conservazione
Primo tra tutti, vale il discorso di sopra. Alcune pietre hanno bisogno di trattamenti particolari. Per i frammenti, insomma i piccoli cristalli di cui ci serviamo da portare addosso, io consiglio di optare per una bella teca in cui tenerli tutti assieme (magari con la loro nomenclatura, se non siete ferrati). Ho notato infatti che, una volta purificate, se tenute assieme in maggior numero possibile, le pietre tendono ad equilibrare le loro energie le une con le altre.

La conoscenza, lo studio, l’uso, l’applicazione
(non necessariamente in questo ordine)
Appena acquistata una pietra con cui volete lavorare, non fate eccessive ricerche di essa. Dopo averla purificata, iniziate a portarla addosso. Datevi tempo una lunazione (da una luna nuova all’altra) per studiare i suoi effetti su di voi, di cui terrete nota man mano. Concluso il tempo di prova, allora riportate sul vostro Lapidario (la sezione del vostro Grimorio dedicata alle Pietre) tutte le informazioni che volete sulla pietra. Oltre ad essere un lavoro di ricerca, sarà un esercizio di intuizione, nel corso del quale vi renderete conto sulla vostra pelle, prima ancora di saperli, degli effetti.
Ricordate che, come accennato all’inizio, non tutte le pietre sono adatte a tutti. Se nel corso del vostro lavoro avvertite effetti collaterali spiacevoli, interrompete subito. Se ve la sentite, fate pure un secondo tentativo, e se fallite anche un terzo, quello che conta è che non sforziate i vostri equilibri energetici.



I miei vogliono essere degli spunti per poter apprendere. Sentitevi liberi di sperimentare, esplorare, provare.

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