lunedì 23 gennaio 2017

Spiriti Famigliari, parte I - introduzione e concetti generali

Dopo parecchio girarci attorno, ho finito con lo stendere questo benedetto topic. Non che lo evitassi come la peste, però non credevo che sarei arrivata a scrivere dell’argomento. Alla fine mi sono decisa, dal momento che tratta una questione su cui sono spesso e volentieri interrogata.
Quello degli Spiriti Famigliari è un argomento allo stesso tempo molto più complesso e molto più semplice di quello che si pensi.
Da una parte molto semplice in quanto tutti noi abbiamo più spiriti alleati che ci circondano. La complessità sta più che altro nel fatto che molte volte non si sa di cosa si parla, o si affronta l’argomento in una prospettiva superficiale. Ma cominciamo dall’inizio.
Innanzitutto premetto che scrivo a partire da ciò che ho sperimentato sulla mia pelle e ho imparato in base alla mia esperienza. Non sto copiando e incollando da libri, né sono andata a leggere quello che dicevano le colleghe in merito.


Che cosa sono gli Spiriti Famigliari? I Famigli, o Alleati, possono essere ricollegati ai Totem, anche se non sarebbe una associazione del tutto corretta. Il totemismo è qualcosa che non appartiene affatto alla nostra cultura, seppure vi si possano trovare peculiarità dei Famigli.
Gli Spiriti Familiari sono quelle schiere di “entità” alleate della Strega. I Famigli sono dunque Spiriti che accettano di collaborare con una strega, uno sciamano, un uomo o una donna di medicina.
Di che tipo di Spiriti si tratta? Possono essere molti tipi. In un certo senso, gli Dei stessi possono rientrare in questa nomea. Tuttavia in genere come Famigliari vengono assunti spiriti di animali o piante.
Come arriviamo ad avere dei Famigli? Difficile dare una risposta generale, perché ogni caso è diverso. Tutti nasciamo con degli Spiriti Alleati che ci prendono sotto la loro tutela, diciamo così. Si possono avere gruppi più o meno ristretti di Famigli. Possono essere sempre gli stessi, o variare nel corso dell’esistenza. Possono essere richiamati o giungere a noi. Le possibilità sono infinite.
Come funziona la collaborazione con la strega\sciamano? Ecco, ci sono casi in cui un uomo o una donna di medicina scelgono coscientemente di collaborare con un Famiglio. Anche qui ci sarebbe un discorso complesso da fare, se volessimo analizzare tutte le eventualità – come sempre è difficile generalizzare. La collaborazione può essere o meno finalizzata ad un certo scopo, conscio o inconscio, temporaneo o permanente. Per esempio, ci si potrebbe trovare in un momento difficile della propria vita in cui si ha bisogno di forza, o saggezza, o flessibilità, o un’altra peculiarità che può essere in qualche modo integrata in sé attraverso un Famiglio. Si capisce che questo è un processo molto differente e più complesso che, per esempio, nello stesso stato di necessità portare addosso una pietra. La funzione della vibrazione di un cristallo è di apportare una modifica ad un certo tipo di energia, aumentandola, diminuendola, stabilizzandola, o altro. Collaborare con un Famiglio apporta, invece, un vero e proprio cambiamento nella persona; per fare un esempio qualsiasi, una persona molto agitata potrebbe trovare molto giovamento nel chiamare come Alleato lo spirito di un animale per natura calmo e pacato. Tuttavia il mio è solo un esempio e non una generalizzazione, in quanto gli insegnamenti di uno stesso Famiglio possono cambiare (anche molto) da persona a persona. Uno potrebbe invocare lo spirito di una coccinella, e avere insegnamenti totalmente differenti da quelli che potrei avere io se lo invocassi.
Come si collabora con un Famiglio? Come ogni lavoro di questo tipo, può essere effettuato in modo più o meno superficiale. Fare qualcosa in modo superficiale non è un peccato capitale, sia chiaro, semplicemente le cose alle volte vanno così. Sicuramente può essere interessante effettuare un lavoro ad un livello profondo, che può aiutarci anche in modo importante.
Non si tratta solo di qualcosa che ha a che fare con la stregoneria. Gli spiriti Famigliari possono essere anche concepiti come archetipi sui quali basare un lavoro psicologico – cosa che già è avvenuta e continua ad avvenire, basti pensare alle opere che pongono al centro un animale o una pianta come simbolo archetipo o subliminale. Nell’arte questo avviene di continuo, così come nella letteratura – in particolare mi salta alla mente “Donne che corrono con i lupi”.
Tornando alla nostra Arte, invece, nel lavoro con un Famiglio la parte più complessa a mio avviso è quella di preparazione. Scegliere un Alleato non è semplice.  Senza contare il fatto che esso potrebbe non avere alcun interesse o volontà di lavorare con noi.
Come prepararsi? Per prima cosa, lasciate perdere tutti i libri che parlano di totem. E’ un punto di partenza, certo, ma non quello migliore, per due motivi. Primo, per parlare di qualcosa bisogna conoscerla, ed è dubitabile che chi stende questi tomi abbia davvero fatto un lavoro con tutti questi spiriti tale da poter dire di conoscerli. Secondo, come abbiamo detto l’insegnamento dell’Alleato viaggia in una sola direzione, da esso a noi. I Famigli non vi portano una buona novella da diffondere al mondo, ma un qualcosa che è solo vostro e di nessun altro.
La documentazione più utile, per la mia esperienza, è quella scientifica –  per intenderci: il comportamento dell’animale, il suo habitat, la sua alimentazione, ecc. E prima ancora di questo, un approccio diretto, che può essere fatto in natura o per esempio nei santuari dedicati agli animali – per l’amor degli Dei, guai a voi se andate allo zoo, come ho sentito dire. Chiaro che questo non è sempre possibile né consigliabile (prendetelo come desclamier se avete intenzione di avvicinare un cobra o una tigre solo perché c’è scritto qui). Osservare con i propri occhi il comportamento istintivo di un animale allo stato selvatico è qualcosa di meraviglioso, che apre gli occhi non solo sull’animale in sé, ma sulla stupefacente complessità della natura. Tuttavia sono pochi i casi in cui se ne ha effettivamente l’opportunità, allora si può ripiegare sulle fonti scritte.
Come invocare il Famiglio? Una volta fatto questo lavoro, spesso contattare l’Alleato si rivela tutto sommato semplice. Ci sono molti metodi, più o meno complessi. Si può ricorrere ad un’invocazione, che si svolge come un rito vero e proprio, ma anche al viaggio sciamanico. E qui di nuovo potete constatare la necessità di una minima conoscenza di base.
Una volta contattato il Famiglio, ascolteremo quello che ha da dire, e gli porgeremo delle offerte – io preferisco propendere per il cibo di cui di solito si nutre l’animale. In genere questo si protrae per un po’ di tempo, che può essere più o meno lungo. Terminato quello, io consiglio sempre di continuare comunque ad onorare quello Spirito, o quando meno  celebrare una qualche sorta di dedicazione ai Famigli.
E se il Famiglio non “risponde”? Nella mia esperienza ho notato si tratta di casi molto rari, ma può succedere che quell’Alleato non giunga a noi. Niente di tremendo, può capitare. A volte si tratta solo di insistere un po’, soprattutto agli inizi.

seconda parte: http://wjkyx.blogspot.it/2017/01/spiriti-famigliari-parte-ii-trovare-il.html

Desclamier!

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