La dieta e l’esercizio rituali

Sono tante le tradizioni antiche che si servono di diete ed esercizi particolari per entrare in contatto con il Divino. Per molte correnti Native Americane, dal nord al sud del continente, il digiuno è indispensabile per raggiungere la trance, spesso accompagnato dall’uso di varie sostanze. Famosissime le danze tribali africane, così come lo yoga, che seppure snobbato alla stregua dello stretching nasce come una mantica che dovrebbe mettere il praticante nelle condizioni di entrare in contatto con gli altri mondi. Ma piuttosto che disquisire di queste tecniche antiche, vorrei discutere con voi su quali possono essere le applicazioni moderne e cosmopolite di questa saggezza, e quali implicazioni spirituali ed energetiche possono avere.
Parto facendo una premessa fondamentale. Primo: queste non sono istruzioni da applicare. Quelle che faccio di seguito sono speculazioni empiriche che non vi sto invitando a seguire. Secondo: non sono un medico, ne è un dietologo, né un allenatore. Le opinioni che esprimo sono basate sull’esperienza derivata da sperimentazioni effettuate nel corso delle mie pratiche spirituali, che sono andate bene per me, ma non valgono per gli altri. Quindi ognuno libero di fare quello che vuole, ma consapevole di quello che fa. Se state considerando la possibilità di sperimentare tecniche alimentari o sportive, dovete sempre fare riferimento al vostro medico e a professionisti seri.


La dieta
Partiamo da qui. Una dieta equilibrata e adatta alle esigenze di ciascuno è il primo e fondamentale booster di energia. Una dieta non adatta (sia in senso di equilibrio, che per altre patologie di salute non approfondite) ci mette in condizioni fisiche più o meno gravi che rendono il nostro livello di energia insufficiente per affrontare, oltre che la quotidianità, ulteriori pratiche. Perciò una importante base di partenza è una dieta su misura per voi. Indispensabile la postilla sull’evitare il fai da te, le mode del momento, e i salutisti non certificati o piovuti dal cielo: ci si mette sempre nelle mani di un professionista. Oppure se non soffrite di patologie particolari potete permettervi un po’ più di agio nello sperimentare, ma facendo sempre riferimento al medico.
Trovare la ‘vostra’ dieta può essere la manna dal cielo. Senza considerare le vere e proprie allergie (noci, semi), ci sono persone che, seppure non celiache, eliminando il glutine hanno migliorato la qualità della loro vita (in caso di sensibilità al glutine). Persone sono passate a diete prevalentemente vegetariane o onnivore, altre hanno eliminato alimenti a cui erano sensibili (pomodori, uova) non sapevano di essere intolleranti (soia, latte). Non bevetevi le favole di chi crede di avere la verità in tasca, ognuno di noi ha esigenze diverse.

Passare a nutrirci nel modo necessario per il nostro benessere è molto più difficile di quanto si crede, e lo sa chi c’ha provato. In famiglia spesso la decisione non viene accettata, seppure si tratti di una questione di salute. Chi si rende conto di avere problemi con qualche alimento, a meno che non abbia fortissime reazioni allergiche, quasi mai viene preso sul serio, e se lo ritrova propinato a sorpresa in tutte le salse. Scelte di cambi di dieta, poi, incontrano sempre ostacoli. In una casa vegetariana, la carne è bandita. In una casa onnivora, un’alimentazione senza derivati animali è da femminucce piagnone. E’ la normalità. Perseverate nella vostra scelta, se salutare per voi, e date a chi è attorno a voi il tempo di acclimatarsi. Probabilmente le prese in giro andranno avanti parecchio (soprattutto sotto i cenoni festivi!) ma ci faranno l’abitudine.


Facendo un passo avanti, ci sono pratiche alimentari più complesse di cui si può far uso per particolari mantiche spirituali. Come accennato, già i nostri avi impiegavano il digiuno (anche se non va interpretato allo stesso modo, ovviamente). Una dieta particolarmente ipocalorica, se non proprio di digiuno, si dice apra i sensi e permetta di agire in modo più efficiente a livello spirituale. Senza arrivare a soluzioni tanto drastiche, una dieta leggera è sempre l’ideale per mettersi in condizioni più favorevoli a diversi rituali, la meditazione e il viaggio sciamanico prima di tutto, il lavoro onirico e divinatorio. Non a caso il banchetto, quando c’è, si tiene sempre alla fine del rito: soprattutto alimenti pesanti (grassi, fritti, alcolici) appesantiscono la digestione e l’organismo, e rallentano lo scorrere dell’energia.
Certe correnti e tradizioni per esempio ritengono indispensabile la dieta vegana per mettersi nelle condizioni medianiche corrette. Alcune pratiche impongono un digiuno preparatorio. A questo si poteva  aggiungere, come dicevamo, l’assunzione di sostanze rituali. Spesso si trattava di sostanze psicoattive. Potevano essere erbe (notissimo l’uso di peyote, coca, papavero, belladonna), fumate o inalate, assunte direttamente o applicate come impiastri sulla pelle; altre volte poteva trattarsi di preparazioni fermentate. Queste sostanze sono molto pericolose, il cui uso è vietato. Ultimamente tra le streghe è divenuto di moda l’uso della marijuana ad uso rituale in questo senso. E’ una scelta che non si può né approvare ad occhi chiusi ma nemmeno condannare a priori – come è esistito ieri, può esistere anche oggi un uso consapevole. Il recente arrivo in tabaccheria della cannabis light ha reso tutto ciò anche più abbordabile.

L’esercizio fisico
Ormai trita e ritrita la solfa: l’esercizio fisico, nei modi e nei tempi adatti a ciascuno, è un contributo fondamentale per la salute. Lo stesso tipo di esercizio fisico contribuisce enormemente ad innalzare il nostro livello energetico. Questo avviene perché lo sport è il metodo più basilare per aumentare il radicamento, prima ancora della meditazione. Lo sforzo fisico ci rende presente a noi stessi, concentrati nel presente (lo stesso scopo della meditazione) e ciò sviluppa i canali che ci connettono all’energia terrestre, la quale risale e riempie tutto il corpo fisico ed eterico. Perciò se in ambito di dieta si parlava di qualità, l’esercizio è questione di quantità. Coltivare una o più discipline aiuta a sviluppare una batteria energetica personale di maggior durata, mettiamola così. Questo indipendentemente dallo sport praticato: può trattarsi di mezz’ora di jogging al giorno come un’ora di boxe o nuoto due volte la settimana.


Ma c’è di più, perché ci sono poi quelle pratiche mirate ad ampliare la sfera spirituale. Prima tra tutte sicuramente la danza, che in tutte le sue forme è stata usata dall’inizio dei tempi per predisporre il praticante al contatto con gli spiriti. Famosissima la danza estatica degli sciamani siberiani che si dimenano fino allo sfinimento, venendo così catapultati negli altri Mondi. La danza può poi essere un’offerta a qualsivoglia entità, fino costituire un rituale in sé e per sé. Subito dopo è necessario collocare lo yoga, per la fama che ha raggiunto di recente. Come accennato nell’introduzione, si tratta di una mantica tantrica con il preciso obbiettivo di sviluppare nello yogi la capacità di ‘percepire oltre’ attraverso le Asana. Non possiamo non accennare alle arti marziali, ciascuna con le proprie imprescindibili basi spirituali.

Come orientarsi in un sistema così complesso? Anche qui, di nuovo, non resta che sperimentare, sempre con cognizione di causa. Bisogna prima consultare un medico. Per attività sportive sia agonistiche che non sono necessarie visite apposite che attestino le nostre condizioni di salute. Inoltre è necessario affidarsi a palestre, allenatori, insegnati certificati e a norma di legge. Ricordatevi che non si tratta di una passeggiata nel parco, potete correre il rischio di farvi molto male.
Prese tutte le precauzioni, potete provare a cimentarvi in varie discipline, finché non trovate le vostre, una o più che siano.


In conclusione, nel percorso spirituale spesso si sottovalutano fattori come la dieta e l’esercizio fisico, che oltre ad aumentare la qualità della nostra vita, possono dare un contributo importante alla nostra esperienza spirituale.